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Tesi sul tema "Natură (filosofie)"

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CORVINO, PIER FRANCESCO. "Filosofia della natura umana: Henrich Steffens (1773-1845)". Doctoral thesis, Università degli Studi di Trieste, 2022. http://hdl.handle.net/11368/3010846.

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Abstract (sommario):
Il presente lavoro è una biografia filosofica del filosofo e naturalista Henrich Steffens (1773-1845). Lo scopo dello studio è una ricostruzione storiografica del pensiero dell’autore, calato nei contesti in cui si mosse. Viene accordata particolare attenzione alla sua riflessione antropologico-filosofica e alle implicazioni ecologiche ed interculturali della stessa.
The present work is a philosophical biography of the philosopher and naturalist Henrich Steffens (1773-1845). The aim of the study is a historiographical reconstruction of the author's thought within its cultural contexts. Particular attention is paid to Steffens' anthropological-philosophical reflection and to its ecological and intercultural implications.
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Cugini, Eleonora. "La libertà che si realizza. Normatività immanente e seconda natura nella filosofia di Hegel". Doctoral thesis, Università degli studi di Padova, 2018. http://hdl.handle.net/11577/3424974.

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Abstract (sommario):
L'oggetto di questa ricerca è il rapporto tra la dimensione pratica e la dimensione logica della filosofia di Hegel. L'obiettivo è quello di dimostrare come tale rapporto metta in luce una 'de- essenzializzazione' dell'essenza della 'vecchia metafisica' senza che ciò significhi allo stesso tempo un mero costruttivismo e dunque una sospensione del giudizio etico su cosa è 'buono’ e ‘libero'. La mia tesi è che il rapporto tra la dimensione pratica e la dimensione logica della filosofia di Hegel permette di indagare il processo di realizzazione dello spirito come un processo di liberazione, determinato da una normatività immanente essenzialmente critica. Prendendo le mosse dal dibattito contemporaneo sul rapporto tra normatività e libertà, con particolare riferimento alle nozioni di 'seconda natura' e di 'vita', affronterò un’indagine degli ultimi paragrafi dell’Antropologia nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche e della figura dell'Autocoscienza nella Fenomenologia dello Spirito (Cap. I). Mettendo in luce il sorgere pre- riflessivo dell’identità speculativa dalla vita nella natura come una 'seconda natura' (Antropologia) e la dimensione essenzialmente relazionale di tale identità individuale (Autocoscienza), delineerò la normatività immanente di tale identità come essenzialmente relazionale, mettendo in luce l'irriducibilità dell’essere umano a una 'prima natura' o a una dimensione pre-sociale. Questa configurazione mi permetterà di passare alla considerazione della sfera socio-politica, in particolare come si articola nel passaggio dalla Psicologia allo Spirito oggettivo nell’Enciclopedia e nel passaggio dalla Moralität alla Sittlichkeit nei Lineamenti di filosofia del diritto (Cap. II). Metterò soprattutto in rilievo come la volontà, in quanto ultima determinazione sistematica dello Spirito soggettivo, esibisca il massimo di esteriorizzazione dell’identità speculativa facendo dell’oggettività una determinazione essenziale dello spirito. La determinazione immanente all’esteriorizzazione, la necessaria determinazione della libertà a realizzare se stessa, non ricade però né in una forma di determinismo né nell’accettazione che tutta la realtà sia la necessaria realizzazione della libertà. Affrontando le posizioni più significative del dibattito tra costruttivisti sociali e realisti etici riguardo la filosofia pratica di Hegel, mostrerò come la strategia hegeliana sembri offrire piuttosto prospettive critiche. Ovvero, come la realizzazione della libertà consista in una critica immanente a una normatività estrinseca, che escluda finitezza e differenza. Tale risultato verrà confrontato con la Dottrina dell’essenza nella Scienza della Logica e in particolare con la sezione finale dedicata alla Wirklichkeit. Attraverso un confronto con la terza critica di Kant, tenterò di mettere in luce come Hegel esibisca la Wirklichkeit come risultato del processo dialettico innescato dalla contraddizione, come categoria della vita e che in quanto tale essa esibisce la necessaria determinazione a manifestarsi dell’essenza. La libertà, come spiega Hegel, consiste proprio nel manifestarsi nella necessità (e non nel suo sparire). La Wirklichkeit, la realtà adeguata al pensiero speculativo, è pertanto una realtà che si configura come manifestazione della contraddizione, ovvero come necessità della contingenza. Le prospettive che si aprono a partire da questa indagine sul rapporto tra l'idea di libertà e la sua realizzazione sono molteplici. Ne rileverò in particolare quelle relative alla nozione di 'biopolitca', di 'identità' e di 'realizzazione della libertà'.
The main subject of my research is the relationship between the practical dimension and the logical dimension within Hegel’s philosophy. The general aim is to show that this relationship consists in a ‘de-essentialisation’ of the notion of essence as conceived in the ‘old metaphysic’. Such de- essentialisation, however, does not result into a mere constructivism and therefore a suspension of ethical judgment on what is ‘good’ and ‘free’. My claim is that the relationship between the practical dimension and the logical dimension of Hegel’s philosophy enables to investigate the process of realisation of the Spirit as a process of ‘becoming free’, determined by an essentially critical immanent normativity. Starting from the contemporary debate on the relationship between normativity and freedom (with particular reference to the notions of ‘second nature’ and ‘life’), I will first investigate the last paragraphs of Hegel’s Anthropology in the Encyclopedia of Philosophical Sciences and the figure of Selfconsciousness in the Phenomenology of the Spirit (Chapter I). I will highlight Hegel’s idea of a pre-reflexive emergence of the speculative identity in nature – in particular as a ‘second nature’ (Anthropology) – and the inherently relational dimension of this individual identity (Selfconsciousness): by so doing, I will I shed light onto the immanent normativity of speculative identity as something essentially relational, emphasizing the irreducibility of the human being to a ‘first nature’ or to some ‘pre-social’ dimension. This premise will lay the ground for my analysis of the socio-political sphere, as is it elaborated in particular in the shift from Psychology to the Objective Spirit in the Encyclopaedia, as well as in the passage from Moralität to Sittlichkeit in the Elements of the Philosophy of Right (Chapter II). 5 I will highlight above all how the will, as the last systematic determination of the Subjective Spirit, exhibits the maximum exteriorization of speculative identity, making objectivity an essential determination of Spirit. The determination immanent in exteriorization (i. e. the necessary determination of freedom to realize itself), however, is not to be conceived either as a form of determinism or as the acceptance that all reality is the necessary realization of freedom. Addressing the most significant positions of the debate between ‘social constructivists’ and ‘ethical realists’ regarding Hegel’s practical philosophy, I will show that Hegel’s offers a rather critical perspective. According to a correct Hegelian insight, the realization of freedom consists in an immanent critique of an extrinsic normativity that excludes finiteness and difference. Third, this results will be read in light of another Hegelian text, namely the Doctrine of Essence in Hegel’s Science of Logic and in particular the final section devoted to Wirklichkeit. Through a comparison with Kant’s third critique, I will highlight how Hegel exhibits the Wirklichkeit as a result of the dialectical process triggered by contradiction, as a category of life. Wirklichkeit exhibits therefore the necessary determination to manifest itself that is typical of ‘essence’. Freedom, as Hegel explains, consists precisely in manifesting itself within necessity (and not in its disappearance). The Wirklichkeit, the reality adequate to speculative thought, is therefore a reality that is charachterized as a manifestation of contradiction, that is, as a necessity of contingency. My investigation into the relationship between the idea of freedom and its realization opens up many new philosophical perspectives. I will particularly highlight the ones relating to the notion of ‘biopolitics’, ‘identity’ and ‘realization of freedom’.
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Martins, Patrícia Carla de Melo [UNESP]. "Filosofia da história no direito natural do Brasil império". Universidade Estadual Paulista (UNESP), 2014. http://hdl.handle.net/11449/126334.

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Abstract (sommario):
Made available in DSpace on 2015-08-20T17:09:31Z (GMT). No. of bitstreams: 0 Previous issue date: 2014-10-10. Added 1 bitstream(s) on 2015-08-20T17:26:55Z : No. of bitstreams: 1 000834290.pdf: 598410 bytes, checksum: 20c28b4da39117565d99bd4d0878d801 (MD5)
Le Droit Naturel est le domaine de la connaissance qui a donné lieu à des théories du Droit Moderne et Contemporain. Il a ensuite été développé par les philosophes des Lumières au XVIIIe siècle, du point de vue de l'État Moderne Absolutiste, contrairement à la formation de la société civile. Au XIXe siècle, son approche s'accompagne de la formation de gouvernements constitutionnels en dialogue avec les processus de positivisation de lois dans les constitutions de chaque État. Au XXe siècle, le Droit Naturel est tombé en désuétude, étant remplacé par la Philosophie du Droit, les Droits de l'Homme, Le Droit International et les Droits Fondamentaux. Il y a plusieurs volets coopérant avec le Droit Naturel, ne restant pas limité à un seul brin d'explication. Par conséquent, les supports théoriques du Droit Naturel ont favorisé la construction des catégories conceptuelles de l'État et de la Nation, le pouvoir, le gouvernement, la souveraineté, la société, le contrat social, la violation et la pénalité, la famille, et d'autres; le point le plus élevé de son approche se trouve dans la définition de l'être humain universel. Par l‟idée des universels on a appliqué les axiomes considérés en mesure de construire la réalité sociale et matérielle dans un point de vue moral et éthique supérieur au passé et au présent, composant ainsi une Philosophie de l'Histoire. Cette présentation a pour but de tracer un bref historique du Droit Naturel dans son interface avec l'Histoire des Idées au Brésil Empire
O Direito Natural é a área do saber que deu origem às teorias do Direito Moderno e Contemporâneo. A matriz dessa discussão emergiu no século XVII junto ao Direito Internacional Marítimo. Posteriormente, foi desenvolvida pelos filósofos do Iluminismo, no século XVIII, sob a perspectiva do Estado Moderno Absolutista, em contraste com a formação da sociedade civil. No século XIX, sua abordagem acompanhou a formação dos governos constitucionais, dialogando com os processos de positivação das leis nas cartas constitucionais de cada Estado. No século XX, o Direito Natural caiu em desuso, sendo substituído pela Filosofia do Direito, pelos Direitos Humanos, pelo Direito Internacional e pelos Direitos Fundamentais. São várias as vertentes que colaboraram com o Direito Natural, não permanecendo restrito a uma única vertente explicativa. Sendo assim, os suportes teóricos do Direito Natural favoreceram a construção das categorias conceituais do Estado e da Nação, definindo poder, governo, soberania, sociedade, contrato social, infração e penalidade, família, entre outros; o ponto mais alto da sua abordagem se alojava na definição do ser humano universal. Pela ideia dos universais se aplicavam os axiomas considerados capazes de construir a realidade social e material em uma perspectiva ética e moral superior ao passado e ao presente, compondo assim uma Filosofia da História. Esta apresentação visa a traçar um breve histórico do Direito Natural na sua interface com a História das Ideias do Brasil Império
Natural Law is the area of knowledge that gave rise to the theories of Modern and Contemporary Law. This discussion has emerged in the seventeenth century by the International Maritime Law. It was later developed by the philosophers of the Enlightenment in the eighteenth century, from the perspective of Modern Absolutist State, contrary to the formation of civil society. In the nineteenth century, his approach followed the formation of constitutional governments, dialoguing with the processes of positivization of laws in each State constitutions. In the twentieth century, Natural Law fell into disuse and was replaced by the Philosophy of Law, Human Rights, International Law and the Fundamental Rights. There are several lines cooperating with Natural Law, so it did not remain restricted to a single explanatory line. Thus, the theoretical supports of Natural Law favored the construction of the conceptual categories of the State and the Nation, defining power, government, sovereignty, society, social contract, violation and penalty, family and others; the highest point of his approach was in the definition of universal human being. By the idea of the universals it was applied the axioms considered able to build social and material reality in an ethical and moral perspective superior to past and present, composing a Philosophy of History. This presentation aims to trace a brief history of Natural Law in its interface with the History of Ideas in Brazil Empire
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Martins, Patrícia Carla de Melo. "Filosofia da história no direito natural do Brasil Império /". Franca, 2014. http://hdl.handle.net/11449/126334.

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Abstract (sommario):
Orientador: Ivan Aparecido Manoel
Coorientador: Teresa Maria Malatian
Coorientador: Fernando Catroga
Banca: Ricardo Alexandre Ferreira
Banca: Edgard Leite Ferreira Neto
Banca: José Carlos Garcia de Freitas
Banca: Júlio César Bentivoglio
Resumo: O Direito Natural é a área do saber que deu origem às teorias do Direito Moderno e Contemporâneo. A matriz dessa discussão emergiu no século XVII junto ao Direito Internacional Marítimo. Posteriormente, foi desenvolvida pelos filósofos do Iluminismo, no século XVIII, sob a perspectiva do Estado Moderno Absolutista, em contraste com a formação da sociedade civil. No século XIX, sua abordagem acompanhou a formação dos governos constitucionais, dialogando com os processos de positivação das leis nas cartas constitucionais de cada Estado. No século XX, o Direito Natural caiu em desuso, sendo substituído pela Filosofia do Direito, pelos Direitos Humanos, pelo Direito Internacional e pelos Direitos Fundamentais. São várias as vertentes que colaboraram com o Direito Natural, não permanecendo restrito a uma única vertente explicativa. Sendo assim, os suportes teóricos do Direito Natural favoreceram a construção das categorias conceituais do Estado e da Nação, definindo poder, governo, soberania, sociedade, contrato social, infração e penalidade, família, entre outros; o ponto mais alto da sua abordagem se alojava na definição do ser humano universal. Pela ideia dos universais se aplicavam os axiomas considerados capazes de construir a realidade social e material em uma perspectiva ética e moral superior ao passado e ao presente, compondo assim uma Filosofia da História. Esta apresentação visa a traçar um breve histórico do Direito Natural na sua interface com a História das Ideias do Brasil Império
Abstract: Natural Law is the area of knowledge that gave rise to the theories of Modern and Contemporary Law. This discussion has emerged in the seventeenth century by the International Maritime Law. It was later developed by the philosophers of the Enlightenment in the eighteenth century, from the perspective of Modern Absolutist State, contrary to the formation of civil society. In the nineteenth century, his approach followed the formation of constitutional governments, dialoguing with the processes of positivization of laws in each State constitutions. In the twentieth century, Natural Law fell into disuse and was replaced by the Philosophy of Law, Human Rights, International Law and the Fundamental Rights. There are several lines cooperating with Natural Law, so it did not remain restricted to a single explanatory line. Thus, the theoretical supports of Natural Law favored the construction of the conceptual categories of the State and the Nation, defining power, government, sovereignty, society, social contract, violation and penalty, family and others; the highest point of his approach was in the definition of universal human being. By the idea of the universals it was applied the axioms considered able to build social and material reality in an ethical and moral perspective superior to past and present, composing a Philosophy of History. This presentation aims to trace a brief history of Natural Law in its interface with the History of Ideas in Brazil Empire
Resume: Le Droit Naturel est le domaine de la connaissance qui a donné lieu à des théories du Droit Moderne et Contemporain. Il a ensuite été développé par les philosophes des Lumières au XVIIIe siècle, du point de vue de l'État Moderne Absolutiste, contrairement à la formation de la société civile. Au XIXe siècle, son approche s'accompagne de la formation de gouvernements constitutionnels en dialogue avec les processus de positivisation de lois dans les constitutions de chaque État. Au XXe siècle, le Droit Naturel est tombé en désuétude, étant remplacé par la Philosophie du Droit, les Droits de l'Homme, Le Droit International et les Droits Fondamentaux. Il y a plusieurs volets coopérant avec le Droit Naturel, ne restant pas limité à un seul brin d'explication. Par conséquent, les supports théoriques du Droit Naturel ont favorisé la construction des catégories conceptuelles de l'État et de la Nation, le pouvoir, le gouvernement, la souveraineté, la société, le contrat social, la violation et la pénalité, la famille, et d'autres; le point le plus élevé de son approche se trouve dans la définition de l'être humain universel. Par l‟idée des universels on a appliqué les axiomes considérés en mesure de construire la réalité sociale et matérielle dans un point de vue moral et éthique supérieur au passé et au présent, composant ainsi une Philosophie de l'Histoire. Cette présentation a pour but de tracer un bref historique du Droit Naturel dans son interface avec l'Histoire des Idées au Brésil Empire
Doutor
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Samuelsson, Lars. "The moral status of nature : reasons to care for the natural world". Doctoral thesis, Umeå : Institutionen för idé- och samhällsstudier, Umeå universitet, 2008. http://urn.kb.se/resolve?urn=urn:nbn:se:umu:diva-1612.

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Villanova, Marcelo Gross. "Lei natural e lei civil na filosofia política de Thomas Hobbes". reponame:Biblioteca Digital de Teses e Dissertações da UFRGS, 2004. http://hdl.handle.net/10183/165433.

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Abstract (sommario):
Hobbes opera um arranjo argumentativo de forma a estruturar um novo esqueleto conceitual dos termos principais do seu original projeto politico-filosófico. O presente trabalho pretende dar conta de percorrer o labirinto argumentativo, que envolve a inclusao e a exclusao dos ambitos de validade entre lei natural e lei positiva. A trajetória intelectual hobbesiana é permeada por definições contrastantes entre termos e atua na direção de fazer com que uma possvel contenda sobre a extensao ou preeminencia entre os termos se dissipe, afrouxando a contraposição entre eles. Imagina-se ter um ganho de compreensao desse n6 com que amarra a lei natural e a lei civil, atendo-se a s suas articulaC6es. A exposição visa apontar alguns elementos-chaves da tessitura fina da relação entre lei natural e lei positiva, como, por exemplo, razão natural, razão soberana, ação e intenção, direito de resistência,"silencio da lei". Utiliza-se de partes da peça Antígona de Sófocles para ilustrar alguns dos seus pontos, somando a ela interpretações modernas que podem ser sugestivas do movimento teórico hobbesiano. Identifica-se, ao final, na literatura crtica, várias afirmações dos interpretes quanto a s reconciliações conceituais com que Hobbes opera e sugere-se que esse pode tambem ser o caso na relação entre lei natural e lei civil. Alem disso, propõe-se que esses elementos-chaves podem ser as pistas para percorrer esse labirinto argumentativo.
Hobbes makes a theoretical arrangement in order to structure a new skeleton of conception from main terms of his political and philosophical original project. The present text intends to search his theoretical labyrinth, which involves the spheres of inclusion and the exclusion between law of nature and civil law. The Hobbes~ way of argue is building with contrast definitions, but he pleads they are no antagonism. The author seeks understand how the links between right of nature and civil right are articulated. For this, he exposes key elements as natural right, reason of commonwealth, action and intention, right of self-defence, "silence of law". He lays hold of Antigone by Sofocles and modern interpretations hereof illustrate points of this presentation. In the end, it is showed opinions of specialists, who mention conceptual reconciliations in his system. It is suggested that conceptual reconciliation meet the case to describe the relationship between law of nature and civil law and also, the key elements are the traces to roam about his theoretical labyrinth.
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Gisondi, Giulio. "La nozione di vinculum tra filosofia naturale e filosofia politica. Magia e modernità nel pensiero di Giordano Bruno". Thesis, Paris 4, 2017. http://www.theses.fr/2017PA040014.

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Abstract (sommario):
Cette recherche se constitue comme un parcours généalogique dans la pensée naturelle et politique de Giordano Bruno autour de la notion de « vinculum » ‘lien’ ou ‘relation’, à travers la reconstruction de son origine et de son élaboration à partir des écrits magiques jusqu’aux dialogues italiens et aux premiers ouvrages latins. L’exigence est de retracer dans l’œuvre ainsi que dans l’expérience intellectuelle et biographique du Nolain, quelle est la relation entre philosophie naturelle et politique et comment elle se constitue. En d’autres termes, il s’agit de comprendre si l’analyse du politique pourrait être déliée ou réellement distinguée de l’étude de la nature ou si elle prendrait plutôt son point d’origine et se développerait au cœur de la connaissance de la physis : isoler et analyser quel que soit le rôle et la fonction que la notion de « vinculum » assume entre la réflexion métaphysique et anthropologique de Bruno. Ces questions constituent le problème de fond qui anime ce travail et auquel j’ai essayé de répondre dans ces pages, bien que conscient du caractère jamais définitif et ouvert de cette réponse comme pour chaque recherche
This research is a genealogic study of the natural and political thought of Giordano Bruno, about the notion of «vinculum», ‘bond’ or ‘relation’, by the reconstruction of its origin and development from the magic writing to the Italians dialogues and the firsts Latins works The necessity of this work is to track down the Bruno’s opera and in his intellectual and biographic experience which is the relation between natural and political philosophy. In others words, the work lies in understanding if is possible to separate and distinguish the analysis of the politic from the nature; or the political thought is originate and it is inseparable from the reflection about the physis: isolating and analyzing which is the role and the function of the notion of «vinculum» between the metaphysical and anthropological reflection of Giordano Bruno. Those questions constitute the problem of this research and to which I try to respond in theses pages, even if conscious of the character never complete of this answer, as well as every research
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FOLLESA, LAURA. "L’economia della natura e il respiro del mondo. La filosofia della natura di Swedenborg tra Herder e Schelling (1770-1810)". Doctoral thesis, Università degli Studi di Cagliari, 2014. http://hdl.handle.net/11584/266499.

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Abstract (sommario):
The central role of the notion of ‘life’ mainly characterises the dialogue between Naturphilosophie and the sciences between the end of the Eighteenth and the first decades of the Nineteenth Century in Germany. Many problems and topics, from the relation Infinite-finite to that between inorganic matter and living beings, rely on this concept. Especially in the period between 1770 and 1810, authors such as Herder, Goethe and Schelling tried to provide a philosophical explanation of the genesis of the cosmos and that of the single organisms. In so doing, they pursued an understanding of how the coexistence of unity and variety in every part of the universe, and the concurrence of the ‘economy’ of the whole and the individual development, are possible. This led them to a dynamic idea of nature: a continual transformation or metamorphosis of forms takes place according to the repetition, in different ways, of a unique model or ‘typus’ and suggests the view of the world as an organism, according to the old formula that ‘the great’ corresponds to the ‘small’. For a better understanding of these problems, it is useful to consider them also from a historical point of view, taking into account some of the sources of the German thought of these decades about life and nature. In this perspective, Emanuel Swedenborgʼs philosophy of nature can be considered as a paradigm for many concepts, all related to the problem of life, which are very important for the German philosophers such as Herder and Schelling. For this reason, I will consider the reception of his ideas and works in Germany during the years from 1760 to 1810, taking advantage, in particular, of the reviews of his scientific and philosophical writings, and of the survey of the presence of his works and translations in the catalogues of the private libraries of philosophers. A big part of this thesis is devoted to the analysis of Swedenborg’s, Herder’s and Schelling’s writings (some of which are not available in Italian language yet), in order to make a comparison and show the connections among their ideas, which still partially need a thorough consideration.
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Silva, Vinicius Carvalho da. "A interpretação filosófica da mecânica quântica de Werner Heisenberg: ontologia matemática e a crise nos fundamentos da lógica clássica". Universidade do Estado do Rio de Janeiro, 2012. http://www.bdtd.uerj.br/tde_busca/arquivo.php?codArquivo=5056.

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Abstract (sommario):
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior
Qual a Filosofia da Natureza que podemos inferir da Física Contemporânea? Para Werner Karl Heisenberg, prêmio Nobel de Física de 1932, a ontologia da Ciência Moderna, estruturada no materialismo, no mecanicismo e no determinismo já não pode servir de fundamento para a nova Física. Esta requer uma nova base ontológica, onde o antirrealismo, seguido de um formalismo puro, aparece como o princípio basilar de uma nova Filosofia Natural. Este trabalho visa investigar o pensamento filosófico, a ontologia antirrealista, formalista, a abordagem da tradição filosófica e da história da ciência de Werner Heisenberg e sua contribuição para a interpretação da mecânica quântica.
What is the Philosophy of Nature that we can infer from the Contemporary Physics? For Werner Karl Heisenberg, Nobel Prize in Physics in 1932, the ontology of modern science, based on materialism, mechanism and determinism may no longer be the basis for the new physics. This requires a new ontology_based, where anti-realism, followed by a pure formalism, appears as the basic principle of a new Philosophy of Nature. This study aims to investigate the philosophical thought, the anti-realist ontology, formalistic approach to the philosophical tradition and the history of science of Werner Heisenberg and his contribution to the interpretation of quantum mechanics.
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Larruscahim, Márcio. "Os elementos da filosofia de Hume". reponame:Biblioteca Digital de Teses e Dissertações da UFRGS, 2008. http://hdl.handle.net/10183/13821.

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Abstract (sommario):
O presente trabalho procura mostrar que para Hume poder fazer as distinções que ele pretende fazer no início do Tratado da Natureza Humana, entre impressões e idéias e entre idéias da imaginação e idéias da memória, Hume precisa ter recurso a elementos que não são dados empiricamente, como a crença em um mundo externo, atitudes em relação a percepções (crença) e propensões da mente. No entanto, argumentamos que estes não são nem pressupostos irrefletidos de Hume, nem medidas de contenção usadas quando problemas começam a aparecer, mas que constituem elementos imprescindíveis de sua filosofia, amplamente trabalhados por ele, e sem os quais a compreensão de sua filosofia ficaria severamente prejudicada.
The present work tries to show that, for Hume to be able to make the distinctions he intends to make at the beginning of A Treatise of Human Nature, between impressions and ideas, and between ideas of imagination and ideas of memory, Hume needs to make use of elements which are not given empirically, such as belief in an external world, attitudes towards perceptions (belief), and propensities of the mind. However, we argue that they are neither unexamined presuppositions made by Hume, nor accessory measures used to solve problems as they begin to show up in his philosophy; rather, they are necessary elements of his philosophy, thoroughly worked by him, and without which the understanding of Hume’s philosophy would become very limited.
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Matias, Ednilson Gomes. "A Teoria DinÃmica da MatÃria na Filosofia Kantiana da Natureza". Universidade Federal do CearÃ, 2013. http://www.teses.ufc.br/tde_busca/arquivo.php?codArquivo=10004.

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Abstract (sommario):
Conselho Nacional de Desenvolvimento CientÃfico e TecnolÃgico
Immanuel Kant, na obra Primeiros PrincÃpios MetafÃsicos da CiÃncia da Natureza, apresenta a concepÃÃo de ciÃncia natural enquanto doutrina sistemÃtica ordenada segundo princÃpios. Estes princÃpios podem ser puros ou empÃricos e, portanto, podem fundar uma ciÃncia genuÃna ou uma ciÃncia nÃo-genuÃna da natureza. A ciÃncia natural genuÃna exige como seu fundamento uma metafÃsica da natureza. Esta à composta pela metafÃsica geral da natureza resultante da CrÃtica da RazÃo Pura e pela metafÃsica particular da natureza corpÃrea desenvolvida na obra PrincÃpios MetafÃsicos. A primeira estabelece os princÃpios transcendentais (Axiomas, AntecipaÃÃes, Analogias e Postulados) enquanto determinaÃÃes necessÃrias de toda a experiÃncia possÃvel e constitui o conceito de objeto em geral. A segunda fornece os princÃpios metafÃsicos (Foronomia, DinÃmica, MecÃnica e Fenomenologia) enquanto determinaÃÃes necessÃrias dos objetos dos sentidos externos e constitui o conceito de matÃria em geral. Estes princÃpios metafÃsicos asseguram a base a priori para a fundaÃÃo da ciÃncia genuÃna da natureza a partir da aplicaÃÃo dos princÃpios transcendentais ao conceito de matÃria. O objetivo desta dissertaÃÃo consiste em investigar a constituiÃÃo deste conceito de matÃria a partir da Teoria DinÃmica das forÃas motrizes de repulsÃo e de atraÃÃo. Para isto, analisaremos a relaÃÃo entre o princÃpio transcendental das AntecipaÃÃes da PercepÃÃo e o princÃpio metafÃsico da DinÃmica.
Immanuel Kant in work Metaphysische AnfangsgrÃnde der Naturwissenschaft (Metaphysical Foundations of Natural Science) presents the concept of natural science as a systematical doctrine ordered according to principles. These principles can be pure or empirical and then can found a proper or improper natural science. Proper natural science requires metaphysics of nature as basis. This metaphysis is composed by general metaphysics of nature resulting from Kritik der reinen Vernunft (Critique of Pure Reason) and by special metaphysics of corporeal nature developed in Metaphysical Foundations. The first establishes the transcendental principles (Axioms, Anticipations, Analogies and Postulates) as necessary determinations of all possible experience and constitutes the concept of object in general. The second provides the metaphysical foundations (Phoronomy, Dynamics, Mechanics and Phenomenology) as necessary determinations of outer sense and constitutes the concept of matter in general. These metaphysical foundations ensure the a priori basis to the ground of proper natural science as from the application of the transcendental principles to the concept of matter. The aim of this dissertation is investigates the constitution of this concept of matter as from Dynamical Theory of repulsive and attractive moving forces. For this, we will analyses the relationship between the transcendental principle of Anticipations of Perception and the metaphysical foundation of Dynamics.
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Tavares, Júlia Meyer Fernandes. "A filosofia da justiça na obra de Marco Túlio Cícero". Pontifícia Universidade Católica de São Paulo, 2012. https://tede2.pucsp.br/handle/handle/6092.

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Abstract (sommario):
Made available in DSpace on 2016-04-26T20:21:33Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Julia Meyer Fernandes Tavares.pdf: 676759 bytes, checksum: 3c47e696d19aaca86604447f7d044437 (MD5) Previous issue date: 2012-09-28
The present work aims to study the philosophy of law from the Roman thought of the philosopher Marcus Tullius Cicero. To this end, the study deals with the historical context in which the philosopher was born and how Greek thought influenced his work, reverberating in everything that relates to the political, legal and social in Rome. Stoicism, contributed strongly to the thought of Cicero, hence the need to delve into some issues of stoic philosophy, especially ethics, Stoic physics and logic. Their study allows identifying points of Greek thought in the Roman legal thinking especially in the works The Republic Of Laws and Duties philosophical treatises in which Cicero expounds his ideas about what it meant by Law, Law and Justice
O presente trabalho tem como finalidade o estudo da filosofia da justiça no pensamento do filósofo Marco Túlio Cícero. Para tanto, o estudo versa sobre o contexto histórico em que o filósofo nasceu e a maneira como o pensamento grego influenciou sua obra, reverberando em tudo aquilo que se relaciona com o político, jurídico e social em Roma. Tendo em vista que o estoicismo contribuiu intensamente para o pensamento de Cícero, observa-se a necessidade de se estudar algumas questões da filosofia estoica, notadamente a ética, a física e a lógica. Seu estudo possibilita identificar pontos do pensamento grego no pensamento jurídico romano especialmente nas obras Da República , Das Leis e Dos Deveres , tratados filosóficos em que Cícero expõe suas ideias acerca do que entende por Direito, Lei e Justiça
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Schlottau, Eckerström Rebecca. "Är vi som Sisyfos? : Vad Camus filosofi om det absurda säger oss om vår mänskliga existens". Thesis, Södertörns högskola, Filosofi, 2020. http://urn.kb.se/resolve?urn=urn:nbn:se:sh:diva-41316.

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Abstract (sommario):
This essay is an attempt to understand what Albert Camus philosophy of the absurd entails, using the figure of Sisyphus in The myth of Sisyphus as a reference. We all face the absurd: the discordance that results from the confrontation of the human longing for the absolute with the worlds non-absolute character. Camus illustrates this condition with Sisyphus among other “absurd heroes”. But what does he want to tell us about our existence with this metaphor? Is life a punishment? Or is it completely indifferent as Sisyphus improbable happiness might indicate? And how can Sisyphus represent us although he is not mortal in the original myth? In order to answer these questions, I investigate the following aspects of the absurd in this essay: what it tells us about the human condition or even the human nature; if it entails a life in indifference; how it is related to finitude; and finally in which sense Sisyphus is an adequate analogy for our existence. My analysis is a combination of an in-depth study of Camus book and a critical discussion of the commentaries of Robert C. Solomon, Arnaud Corbic, and Avi Sagi on The myth of Sisyphus. I conclude that the image of Sisyphus contains some inconsistencies, but that its main goal is to illustrate the constant act of balance, the conscious effort that never reaches its goal which life is for Camus. Such a life does however not need to be dark or indifferent, but rather on the contrary is an authentic life in knowledge of one’s boundaries and possibilities, a life where finitude highlights the value of what it restrains, a life worth living despite its difficulties. While arguing for this reading of Camus, I also attempt to show how this philosophy of the absurd already contains key elements of an ethical position which according to a common view on Camus only appears in his later works.
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Hora, José Sandro Santos. "A natureza em Bacon e a recepção de sua filosofia nas discussões ambientais". Pós-Graduação em Desenvolvimento e Meio Ambiente, 2014. https://ri.ufs.br/handle/riufs/4316.

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Abstract (sommario):
The overall objective of this research is to analyze the reception of the philosophy of Bacon in certain theoreticians of environmental sciences. The specific objectives are: to explore the Baconian concept of nature, the concept of progress and the absorption of these concepts in environmental sciences. The work is structured in three chapters. The first deals with the concept of nature. The second is about the idea of progress and the last one presents an analysis on certain appropriations of the Baconian philosophy in Hans Jonas, Andrew Brennan and Mauro Grün. The research is fundamental and bibliographic. Thus, the methodological procedures adopted were reading and textual analysis The relevance of the work consists in two fundamental points: Bring the Baconian thought for nvironmental discussions. ii) Criticizes the hegemonic vision of environmental sciences against modernity. It is in this sense that we store expectations to increase the existing bibliography on Bacon, especially with respect to the relevance of his thought. This research seeks to interdisciplinarity in so far as it interacts not only with the ph ilosophy, but also with the sociology, ethics and environmental education.
O objetivo geral dessa pesquisa é analisar a recepção da filosofia de Bacon em determinados teóricos das ciências ambientais. Os objetivos específicos são: estudar o conceito baconiano de natureza, a noção de progresso e a absorção desses conceitos nas ciências ambientais. O trabalho está estruturado em três capítulos. O primeiro versa sobre o conceito de natureza. O segundo, sobre a ideia de progresso. E o último, sobre determinadas apropriações da filosofia baconiana em Hans Jonas, Andrew Brennan e Mauro Grün. A pesquisa é fundamental e bibliográfica. Assim, os procedimentos metodológicos adotados foram leitura e análise de texto. A relevância do trabalho consiste em dois pontos fundamentais. i) Vincular o pensamento baconiano às discussões ambientais. ii) Criticar a visão quase hegemônica por parte das ciências ambientais contra a modernidade. É nesse sentido que guardamos expectativas de acréscimo à bibliografia existente sobre Bacon, especialmente no que tange à atualidade de seu pensamento. Esta pesquisa busca a interdisciplinaridade na medida em que dialoga não só com a filosofia, mas também com a sociologia, a ética e a educação ambientais.
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Braga, Luiz Carlos Montans. "Trama afetiva da política: uma leitura da filosofia de Espinosa". Pontifícia Universidade Católica de São Paulo, 2015. https://tede2.pucsp.br/handle/handle/11695.

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Abstract (sommario):
Made available in DSpace on 2016-04-27T17:27:12Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Luiz Carlos Montans Braga.pdf: 2026970 bytes, checksum: b9e75123d2d8a0ce2129b35361430610 (MD5) Previous issue date: 2015-10-30
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior
The research started from the relationship among affects, politics and right in Spinoza s philosophy. Indeed, the Ethics Part III is the place where all affects are taken as specific topic. However, the affect subject also appears, in a more or less explicit way, in the exclusively political texts of the author, namely the Theological-Political Treatise and the Political Treatise, in addition to being quickly presented in argumentative moments of the Ethics Part IV, in which the issue of civitas is posed. Another aspect is the presence of the concept of power in the very definition of the concept of affect, in the Ethics Part III, thus closing the circle where the three concepts are presented, because Spinoza identifies right to power (jus sive potentia). The initial hypothesis referred to the existence of ties and intersections between such concepts, which was later confirmed by the detailed reading of Spinoza s texts, as well as of some of his commentators that have worked on the topics presented in the initial issue. The hard core of the dissertation tries to approach this conceptual relationship, explaining it by analyzing the author s texts, namely Ethics, the Theological-Political Treatise and the Political Treatise. In this argumentative proposition, the main thesis I try to defend is that Spinoza creates a political philosophy founded in the theory of affects. From this assumption, a second formulation comes up (but not a second thesis) over the pertinence of Spinoza s concepts for the contemporary emancipatory right. So, the path followed throughout the research has had two approaches, one far more finished and derived from the initial project, which makes an effort to solve the issue hereby posed, and another one more characterized by notes, bringing Spinoza s concept to the analysis of contemporary legal issues. This second moment of the dissertation looks into the pertinence of Spinoza s natural right concept for the contemporary right, besides analyzing the importance of the author s concepts to lend potency to one of the aspects of critical legal studies
O problema do qual partiu a pesquisa foi o da relação entre afetos, política e direito na filosofia de Espinosa. Com efeito, a Ética III é o local em que os afetos são tomados como tema específico. Ocorre que o tema dos afetos aparece também, mais ou menos explicitamente, nos textos exclusivamente políticos do autor, a saber, o Tratado Teológico-político e o Tratado-político, além de ser apresentado brevemente em momentos da argumentação da Ética IV em que a questão da civitas é posta. Outro ponto é a presença do conceito de potência na definição mesma do conceito de afeto, na parte III da Ética, fechando-se o círculo em que se apresentam os três conceitos, pois Espinosa identifica direito a potência (jus sive potentia). A hipótese inicial foi a da existência de laços e intersecções entre tais conceitos, o que se confirmou pela leitura em detalhe dos textos espinosanos, bem como dos comentadores que trabalharam os temas apresentados no problema inicial. O núcleo duro da tese procura alinhavar esta relação conceitual, explicitando-a por meio da análise dos textos do autor, especialmente a Ética, o Tratado Teológico-político e o Tratado-político. Neste movimento argumentativo, a principal tese que procuro defender é a de que Espinosa constrói uma filosofia política fundada na teoria dos afetos. Decorre desta tese uma elaboração (não uma segunda tese) acerca do tema da pertinência dos conceitos espinosanos para o direito emancipatório contemporâneo. Assim, o caminho percorrido em todo o trabalho tem dois movimentos, um mais bem acabado e decorrente do projeto inicial, o qual procura resolver a questão lá posta, e outro mais caracterizado por apontamentos, trazendo os conceitos espinosanos para a análise de questões jurídicas contemporâneas. Esse segundo momento da tese se debruça sobre o tema da pertinência do conceito de direito natural espinosano para o direito contemporâneo, bem como analisa a importância dos conceitos do autor para dar potência a uma das vertentes do direito crítico
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Sabino, Camila Barbosa. "Lei natural e lei civil em J-J Rousseau /". Marília, 2015. http://hdl.handle.net/11449/136038.

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Abstract (sommario):
Orientador: Ricardo Monteagudo
Banca: Jacira de Freiras
Banca: Cláudio Araújo Reis
Resumo: O objetivo da pesquisa é compreender o conceito de Lei Natural e Lei Civil na obra de Rousseau e analisar a possibilidade de uma relação entre estes dois conceitos e formação de uma concepção única de Lei. Porém, constatou-se que existe uma interseção e uma interdependência entre conceitos de Lei Natural e Lei Civil construído dentro de uma linearidade que se inicia no plano hipotético do Segundo Discurso e se concretiza no plano histórico do Contrato Social, mas não há possibilidade de formar um único conceito de Lei. Ou seja, a Lei Natural emerge no estado de natureza e pode ser definida como conjunto de princípios naturais compartilhados entre o homem e a natureza, dentre eles: amor de si, piedade e princípios naturais que distinguem os humanos e dos outros seres, a saber: liberdade e perfectibilidade. Tais princípios impulsionaram o homem, naturalmente solitário e sem noções de moralidade, a perfazer modificações em sua relação com a natureza no sentido de melhorar as condições de sobrevivência e gradativamente intensificar suas interações sociais, situação que, apesar de ter trazido ampliação consciência de si e do outro e o amadurecimento moral, acentuou a progressão da desigualdade que culminou num "estado de guerra" que é finalizado com o pacto social ou pacto dos ricos. Este institui "justiça" e o "direito", através de uma proposta de uma igualdade jurídica, que pode ser considerada uma expressão de maturação dos cidadãos no que se refere à concepção Lei. Porque esta, que até então, era um conjunto principiológico sem exigibilidade, passa, a partir do estabelecimento do contrato a ter força coercitiva que dará, diferentemente do pacto que é ato primitivo de natureza contratual, movimento e vontade ao corpo político. E nesse ... (Resumo completo, clicar acesso eletrônico abaixo)
Abstract: The research is aimed to understand the concept of Natural Law and Civil Law in the work of Rousseau and to examine the possibility of a relationship between these two concepts and the formation of a single conception of Law. However, it was found that there is an intersection and interdependence between the concepts of Natural Law and Civil Law built inside a linearity that begins in the hypothetical plan of the Second Discourse and that is realized on the historical level of the Social Contract, but there is no possibility of forming a single concept of Law. That is, the Natural Law emerges in the state of nature and it can be defined as a set of natural principles shared between man and nature, among them: love of self, compassion and natural principles that distinguish humans and other beings, namely: freedom and perfectibility. Such principles drove the man, naturally lonely and without notions of morality, to make changes in his relationship with nature to improve the living conditions and gradually intensify his social interactions, a situation that, despite having brought expansion of his own conscience and self-awareness the other and moral maturity, highlighted the progression of inequality that culminated in a "state of war" that ends with the social pact or pact of the rich. It establishes "justice" and "right", through a proposal for a legal equality, which can be considered as an expression of citizen maturation regarding the Law conception. Until then, this was a logical principle set without enforceability and from the establishment of the contract it begins to have coercive force that, unlike the pact that is a primitive act of contractual nature, is going to give movement and will to the political body. And in this legislative movement the subjects should primarily observe themselves ... (Complete abstract click electronic access below)
Mestre
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Toppani, Antonio <1989&gt. "La Natura come guida dell'uomo nel pensiero di David Hume". Master's Degree Thesis, Università Ca' Foscari Venezia, 2019. http://hdl.handle.net/10579/15084.

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Malbouisson, Iara Velasco e. Cruz 1986. "Filosofia e ciência no século XIV = o caso de Nicole Oresme". [s.n.], 2011. http://repositorio.unicamp.br/jspui/handle/REPOSIP/281943.

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Abstract (sommario):
Orientador: Fátima Regina Rodrigues Évora
Dissertação (mestrado) - Universidade Estadual de Campinas, Instituto de Filosofia e Ciências Humanas
Made available in DSpace on 2018-08-19T03:35:17Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Malbouisson_IaraVelascoeCruz_M.pdf: 1013402 bytes, checksum: d9fab04e3710fe9e8d5bbf376e49bfdc (MD5) Previous issue date: 2011
Resumo: Essa dissertação tem por objetivo geral investigar as noções de ciência e conhecimento científico de Nicole Oresme (1323?-1382). Mais precisamente, procura-se situar o projeto filosófico de Oresme no contexto do século XIV e de seu progressivo afastamento da concepção aristotélica de ciência enquanto um saber demonstrativo, necessário e evidente. Desse modo, procura-se investigar de que maneira e por quais razões Oresme fala em causas prováveis, bem como qual o papel que a matemática ocupa em sua epistemologia probabilista. Para tanto, empreende-se a análise de algumas passagens do comentário de Oresme ao De anima de Aristóteles, e procura-se sobretudo apresentar e explicar a ciência de figurar qualidades e movimentos que Oresme formula, em seu Tractatus de configurationibus qualitatum e motuum, com o intuito de assinalar as causas prováveis de diversos fenômenos naturais
Abstract: The objective of this thesis is to investigate Nicole Oresme's notions of science and scientific knowledge. More specifically, we attempt to place Oresme's philosophical project in the context of fourteenth-century natural philosophy, with its progressive departure from an Aristotelic conception of science as an evident, necessary and demonstrative knowledge. Hence, we investigate how and for which reasons Oresme speaks of \probable causes" and \probable explanations", and try to determine the role that mathematics plays in his probabilistic epistemology. For this effect, we analyse some passages of Oresme's commentary on Aristotle's De anima and seek, above all, to present and explain the science of figuring qualities and movements formulated by Oresme in his Tractatus de configurationibus qualitatum e motuum for the pourpose of assigning probable causes to various natural phenomena
Mestrado
Filosofia
Mestre em Filosofia
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Arnaiz, Ferrer José Manuel. "Empiria lene de Goethe y ecofilosofía". Doctoral thesis, Universitat de Barcelona, 2016. http://hdl.handle.net/10803/399922.

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Abstract (sommario):
La presente tesis doctoral estudia los «Naturwissenschaft» de Johann Wolfgang von Goethe, quien es mundialmente conocido como literato, pero también desarrolló un paradigma científico como «Naturforscher» ―estudioso de la naturaleza―; un paradigma distinto del newtoniano y del de la «Naturphilosophie». La investigación reivindica el interés del pensamiento naturalista de Goethe para resolver positivamente los retos de nuestro presente. Los cuales caracterizamos desde dos ámbitos intervinculados: por un lado, la crisis ambiental, con el deterioro de la vida y sus condiciones en la globalidad de nuestro planeta; y, por otro, la crisis humana o de civilización que, además de sus problemas y catástrofes, se encuentra en la base de la problemática anterior. De esta forma, se trata de explorar el pensamiento científico de Goethe y ponerlo en relación con tales desafíos que recoge la ecofilosofía. Por ello, la investigación describe una trayectoria circular desde el presente ecofilosófico al pasado de los estudios naturales de Goethe, para regresar desde la perspectiva de la ciencia ecológica y de los movimientos sociales verdes. Así, a la vez que contribuye al conocimiento del pasado europeo, evalúa sus conexiones con el presente y el potencial de sus aportaciones para la resolución de nuestros retos.
The present doctoral thesis studies the "Naturwissenschaft” of Johann Wolfgang von Goethe, who is worldwide known as a man of letters, but also developed the scientific paradigm “Naturforscher” ―naturalist―. A different paradigm from the Newtonian and the “Naturphilosophie”’s one. This research affirms the relevance of Goethe's naturalistic thought for resolving our present environmental challenges. Challenges we define from two interconnected areas: on the one hand, the environmental crisis, with the deterioration of the conditions for life worldwide; and, on the other hand, the human or civilizational crisis that, besides other problems and disasters, lies at the basis of the environmental crisis. This thesis explores Goethe's scientific thought in relation to the challenges acknowledged by ecophilosophy. For this reason, this research describes a circular trajectory from the ecophilosophical present to the past in Goethe's natural studies, to return from the perspective of the ecological science and social green movements. Thus, while it contributes to the knowledge of the European past, it also evaluates its connections with the present and the potential contributions to the resolution of current challenges.
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Cavazza, Elisa. "Equivocations of Nature: Naess, Latour, Nāgārjuna". Doctoral thesis, Università degli studi di Trieste, 2015. http://hdl.handle.net/10077/11099.

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Abstract (sommario):
2013/2014
This work brings together quite heterogeneous sources for reasons, which at first glance seem marginal. For example, without delving too deeply into Naess’ problems Latour uses his constructs to sweep them aside. Another example is how Naess makes multiple references to Nāgārjuna’s emptiness of own-nature in order to illustrate his relationism. Nevertheless, there are more important structural and philosophical reasons for bringing these three together. These are collected around two primary research points. Firstly, we want to offer an articulation of relationism for ecology, its scope and the difficulties it faces. These span between the problem of the concept of nature and the problem of representation. Beginning with Naess’ ecosophy, we can secure a better grasp of the problems environmentalism faces when it makes use of an organicistic and interrelated image of nature. Relationism attempts to posit the overcoming of the subject/object dichotomy as it is structured in the representation of nature, but eventually finds itself trapped in the same premises. Naess’s problems are, nevertheless, more radical. Overcoming the subject/object and human/nature dualisms is not just a matter of integrating the two poles into a greater whole. The problems opened in relationism are intrinsic to the concept of nature as otherness to humanity, which underlies both managerial environmentalist approaches and ecological attempts to bridge the dualistic gap. Issues of continuity and difference, belonging and otherness emerge when the nature/humanity axis is articulated. The humanity/nature fracture is most tragic in the political tension between ecological naturalism and culturalist critique. The difficulties of environmentalism emerge as equivocations caused by the a priori framework of nature as otherness to humanity. Latour’s idea of the end of nature is a political-ecological solution to the problem of representation. The nature/culture framework is only one way to represent the common world of humans and nonhumans. It is possible to reopen the political work of composition of the common world, bringing the sciences (both humanities and hard sciences) to give scientific and political representation to phenomena such as climate change or species extinction. A second research focus shifts from the political dimension and looks at subjectivity as the main difficulty in the problem of representation. Nāgārjuna’s concept of emptiness [śūnyatā] proves to be a powerful insight into the tension between a radically relative reality and the attachment of the subject’s view to a “nature of things.”
Questo lavoro raccoglie fonti piuttosto eterogenee, che apparentemente dialogano in modo marginale. Latour rigetta bruscamente la posizione di Naess come prova della coerenza della propria ecologia politica; Naess scivola spesso in veloci riferimenti a Nāgārjuna e alla “vacuità di natura propria di tutti gli enti” per rinforzare il proprio relazionismo come visione alternativa della natura. Tuttavia ci sono ragioni filosofiche e strutturali più profonde che giustificano questo inusuale accostamento. Queste ragioni ruotano intorno a due principali obiettivi di ricerca. In primo luogo, tentiamo di offrire un’articolazione della portata e dei problemi che interessano un pensiero ecologico della relazione con la natura. I quesiti aperti dal relazionismo e le sue difficoltà si muovono nello spazio che si apre tra il concetto di natura come altro dall’uomo e il problema della rappresentazione. Una filosofia della relazione con la natura in un tutto organico tenta di riprendersi dalla rottura modernista della rottura tra soggetto e oggetto. In fondo, però, auspicare un cambio di visione del mondo in direzione ecosofica lascia il pensiero intrappolato nelle stesse strutture che caratterizzano la dicotomia uomo/natura. I problemi dell’ecosofia di Naess sono strutturali, non solo del suo pensiero, ma di molto ambientalismo. Il superamento della frattura tra oggetto e soggetto non si consegue semplicemente integrando i due poli in un tutto più grande. I problemi aperti dal relazionismo di Naess sono intrinseci al concetto di natura come altro dell’uomo, anche in senso ambientale. Tale concetto è alla base di buona parte della produzione eco-filosofica, sia che si tratti di approcci manageriali, sia quando il tentativo va in direzione di un superamento della frattura dualistica. L’articolazione dell’asse uomo-natura nell’ambientalismo apre problemi di continuità e differenza, di appartenenza e alterità. La frattura uomo/natura si mostra in tutta la sua tragicità nella tensione politica tra un naturalismo ecologista e la critica culturale di una natura sempre “natura,” sempre rappresentata. Le difficoltà in cui incorrono la maggior parte dei movimenti ambientalisti sono quindi provocate dagli equivoci strutturali di una natura ogni volta pensata come altro dell’uomo. La “fine della natura” per Latour si presenta come una soluzione politico-ecologica al problema della rappresentazione. Lo schema natura/cultura è solo uno dei modi, per Latour, per rappresentare il mondo comune di umani e nonumani. È possibile riaprire il lavoro politico di composizione del mondo comune, portando le scienze (sia “dure,” che dello spirito) a dare rappresentazione scientifica e politica a fenomeni quali i cambiamenti climatici o l’estinzione delle specie. Il secondo obiettivo di ricerca slitta invece dalla dimensione politica e passa a guardare la soggettività come il maggiore ostacolo nel problema della rappresentazione. Il concetto di vacuità [śūnyatā] in Nāgārjuna si dimostra uno strumento potente per lavorare sulla tensione tra una realtà radicalmente relativa e l’attaccamento del soggetto alla visione di una “natura delle cose.”
Diese Arbeit verknüpft recht heterogene Argumentationsansätze, die auf den ersten Blick nur geringfügig miteinander verbunden zu sein scheinen. Beispielsweise nutzt Latour seinen Ansatz, um Naess’ Probleme beiseite zu drängen, ohne sich genauer auf sie einzulassen. Ein anderes Beispiel ist, wie Naess vielfach auf Nāgārjunas Leerheit der wahren Natur verweist, um seinen Relationismus zu illustrieren. Dennoch gibt es wichtigere strukturelle und philosophische Gründe, diese drei zusammenzubringen. Sie drehen sich um zwei wesentliche Forschungsinteressen. Zunächst wollen wir den Relationismus in der Ökologie rekonstruieren, seine Reichweite und die Schwierigkeiten, mit denen er zu kämpfen hat. Diese reichen vom Problem des Naturbegriffs bis zum Problem der Repräsentation (und Vorstellung). Ausgehend von Naess’ ecosophy, können wir die Probleme, vor die sich der Umweltphilosophiegedanke gestellt sieht, wenn er sich auf ein organizistisches oder interrelationales Naturbild stützt, besser verstehen. Der Relationismus versucht die Subjekt-Objekt-Dichotomie, wie sie in der Repräsentation der Natur eingearbeitet ist, zu überwinden, aber läuft möglicherweise in die Falle derselben Prämissen. Naess’ Probleme sind gleichwohl radikaler. Den Subjekt/Objekt- wie den Mensch/Natur-Dualismus überwindet man nicht einfach dadurch, dass man die beiden Pole in ein größeres Ganzes integriert. Die Probleme, die sich aus dem Relationismus ergeben, sind wesentlich mit dem Begriff der Natur als das gegenüber dem Menschen Andere verknüpft; mit diesem Naturbegriff arbeiten sowohl der betriebswirtschaftliche Umweltschützer wie die ökologischen Ansätze, um den Graben des Dualismus zu überwinden. Themen wie Kontinuität und Differenz, Zugehörigkeit und Andersheit tauchen auf, wenn die Natur/Mensch-Achse artikuliert wird. Der Bruch zwischen Mensch und Natur ist im politischen Spannungsfeld zwischen ökologischem Naturalismus und kulturalistischer Kritik besonders tragisch. Die Schwierigkeiten der Umweltphilosophiebewegung entwickeln sich aus Mehrdeutigkeiten, die a priori durch das Grundverständnis der Natur als Andersheit gegenüber dem Menschen bedingt sind. Latour’s Idee eines Endzwecks der Natur löst das Problem der Repräsentation auf politisch-ökologischem Weg. Der Natur-Kultur-Rahmen ist nur eine Möglichkeit, die gemeinsame Welt von Menschen und Nichtmenschen zu repräsentieren. Es ist möglich, die politische Arbeit des Aufbaus der gemeinsamen Welt neu anzugehen, wobei die Wissenschaften (sowohl Geisteswissenschaften als auch „harte“ Wissenschaften) eingebracht werden, um Phänomene wie den Klimawandel oder das Artensterben wissenschaftlich und politisch zu repräsentieren. Ein zweiter Focus der Untersuchungen wendet sich von der politischen Dimension hin zur Subjektivität, der Hauptschwierigkeit innerhalb des Problems der Repräsentation. Nāgārjuna’s Konzept der Leerheit [śūnyatā] gewährleistet einen tiefen Einblick in die Spannung zwischen einer radikal relativen Realität und der Bindung der Sicht des Subjekts an eine „Natur der Dinge“.
XXVII Ciclo
1982
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Sabino, Camila Barbosa [UNESP]. "Lei natural e lei civil em J-J Rousseau". Universidade Estadual Paulista (UNESP), 2015. http://hdl.handle.net/11449/136038.

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Abstract (sommario):
Made available in DSpace on 2016-03-07T19:20:58Z (GMT). No. of bitstreams: 0 Previous issue date: 2015-03-30. Added 1 bitstream(s) on 2016-03-07T19:24:51Z : No. of bitstreams: 1 000858785.pdf: 42593080 bytes, checksum: d836da8f8c3b2eb651571f2131981e9a (MD5)
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior (CAPES)
O objetivo da pesquisa é compreender o conceito de Lei Natural e Lei Civil na obra de Rousseau e analisar a possibilidade de uma relação entre estes dois conceitos e formação de uma concepção única de Lei. Porém, constatou-se que existe uma interseção e uma interdependência entre conceitos de Lei Natural e Lei Civil construído dentro de uma linearidade que se inicia no plano hipotético do Segundo Discurso e se concretiza no plano histórico do Contrato Social, mas não há possibilidade de formar um único conceito de Lei. Ou seja, a Lei Natural emerge no estado de natureza e pode ser definida como conjunto de princípios naturais compartilhados entre o homem e a natureza, dentre eles: amor de si, piedade e princípios naturais que distinguem os humanos e dos outros seres, a saber: liberdade e perfectibilidade. Tais princípios impulsionaram o homem, naturalmente solitário e sem noções de moralidade, a perfazer modificações em sua relação com a natureza no sentido de melhorar as condições de sobrevivência e gradativamente intensificar suas interações sociais, situação que, apesar de ter trazido ampliação consciência de si e do outro e o amadurecimento moral, acentuou a progressão da desigualdade que culminou num estado de guerra que é finalizado com o pacto social ou pacto dos ricos. Este institui justiça e o direito, através de uma proposta de uma igualdade jurídica, que pode ser considerada uma expressão de maturação dos cidadãos no que se refere à concepção Lei. Porque esta, que até então, era um conjunto principiológico sem exigibilidade, passa, a partir do estabelecimento do contrato a ter força coercitiva que dará, diferentemente do pacto que é ato primitivo de natureza contratual, movimento e vontade ao corpo político. E nesse movimento legislativo os súditos devem primeiramente, se observar enquanto partícipes da autoridade...
The research is aimed to understand the concept of Natural Law and Civil Law in the work of Rousseau and to examine the possibility of a relationship between these two concepts and the formation of a single conception of Law. However, it was found that there is an intersection and interdependence between the concepts of Natural Law and Civil Law built inside a linearity that begins in the hypothetical plan of the Second Discourse and that is realized on the historical level of the Social Contract, but there is no possibility of forming a single concept of Law. That is, the Natural Law emerges in the state of nature and it can be defined as a set of natural principles shared between man and nature, among them: love of self, compassion and natural principles that distinguish humans and other beings, namely: freedom and perfectibility. Such principles drove the man, naturally lonely and without notions of morality, to make changes in his relationship with nature to improve the living conditions and gradually intensify his social interactions, a situation that, despite having brought expansion of his own conscience and self-awareness the other and moral maturity, highlighted the progression of inequality that culminated in a state of war that ends with the social pact or pact of the rich. It establishes justice and right, through a proposal for a legal equality, which can be considered as an expression of citizen maturation regarding the Law conception. Until then, this was a logical principle set without enforceability and from the establishment of the contract it begins to have coercive force that, unlike the pact that is a primitive act of contractual nature, is going to give movement and will to the political body. And in this legislative movement the subjects should primarily observe themselves as participants in the sovereign authority by the understanding which presupposes their own...
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Monteiro, Regina Maria Carpentieri 1979. "A filosofia do direito em "A cidade do sol", de Tommaso Campanella". [s.n.], 2013. http://repositorio.unicamp.br/jspui/handle/REPOSIP/269932.

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Abstract (sommario):
Orientador: Carlos Eduardo Ornelas Berriel
Dissertação (mestrado) - Universidade Estadual de Campinas, Instituto de Estudos da Linguagem
Made available in DSpace on 2018-08-22T05:54:12Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Monteiro_ReginaMariaCarpentieri_M.pdf: 4936418 bytes, checksum: 16ab7559c30a6f7835948cf638b29448 (MD5) Previous issue date: 2013
Resumo: O objetivo deste trabalho consiste em examinar A Cidade do Sol, utopia de Tommaso Campanella, redigida em 1602, sob o prisma da Filosofia do Direito. As leis da cidade fundam-se em uma lei eterna, que exprime a arte e a sabedoria divinas. O supremo soberano, Hoh ou Metafísico, detém o poder espiritual e temporal. Ele é ao mesmo tempo governante, cientista e sacerdote. A identificação do conceito de direito em A Cidade do Sol, as fontes das leis da urbe e os princípios norteadores de seu ordenamento jurídico deu se a partir do sistema penal e processual da cidade, dos usos e costumes imaginários dos habitantes, do sistema e forma de governo, das noções de Estado e indivíduo, autoridade e livre arbítrio e propriedade e trabalho. O estudo está dividido em três capítulos. O primeiro apresenta uma breve biografia de Campanella. O segundo trata de A Cidade do Sol e, brevemente, do gênero literário utópico. O terceiro aborda a filosofia jurídica na utopia. Um apêndice é dedicado às noções de lei natural e lei positiva desde o pensamento grego até o renascentista
Abstract: The purpose of this dissertation is to examine The City of the Sun, a utopian text written in 1602, by Tommaso Campanella, which considers the Philosophy of Law. The laws of the city lie in an eternal law, which expresses the divine wisdom. A supreme sovereign, Metaphysician or Hoh, holds laic and ecclesiastical powers. He is at the same time a governor, a scientist and a priest. The legal system guiding principles identification was developed based on the solar criminal justice system, on the inhabitants habits and customs, on the system and form of government, on the notions of State and individual, on the free will versus authority, on the working principle and property. The dissertation was divided in three parts. The first chapter is about Campanella's life. The second one examines The City of the Sun and the utopian literary genre. The third chapter discusses the juridical philosophy in Campanella's utopia. An appendix is devoted to notions of natural law and positive law from Greek thought until the Renaissance
Mestrado
Teoria e Critica Literaria
Mestra em Teoria e História Literária
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Leite, Rodrigo Pietro. "Michael Faraday e sua bem sucedida forma de comunicação da filosofia natural no século XIX". Pontifícia Universidade Católica de São Paulo, 2017. https://tede2.pucsp.br/handle/handle/20083.

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Abstract (sommario):
Submitted by Filipe dos Santos (fsantos@pucsp.br) on 2017-05-12T13:16:17Z No. of bitstreams: 1 Rodrigo Pietro Leite.pdf: 1522988 bytes, checksum: 7bb9703a6637cf730c315edf56b89893 (MD5)
Made available in DSpace on 2017-05-12T13:16:17Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Rodrigo Pietro Leite.pdf: 1522988 bytes, checksum: 7bb9703a6637cf730c315edf56b89893 (MD5) Previous issue date: 2017-03-21
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior - CAPES
Michael Faraday developed forms of communication throughout his life that was later repurposed as a means of spreading and popularizing the science of the time. This thesis presents, as its main focus his work with the Royal Institution and discusses the relationship between his laboratory work and his conferences. In the first case, in order to publicize his work, Faraday used a more complex form of communication addressed to subject scholars and intellectuals, whereas in his lectures aimed at students, laypeople and curious his language was more accessible. The Christmas Conferences, inaugurated in 1825 - with the first participation of Michael Faraday in 1827 - were lectures aimed at raising funds and reaching a young audience, because these minds are more open to new knowledge and, perhaps, willing to apply it in the near future; England was, undergoing industrial expansion, and had a growing need for human material with the capacity to apply specific knowledge and to capture resources. Being an expanding market, England as this time, naturally offered an excellent opportunity for young people. Michael Faraday himself had been encouraged to become a natural philosopher, through such conferences, which he attended as a young man. Several experimental tests performed by Michael Faraday would help formulate fundamental concepts for the understanding of matter. In this study, we focused, in particular, on the experiments developed in order to be used as a means of scientific dissemination, as well as their form of communications, both for an audience familiar with the subject and for the unfamiliar public
Michael Faraday, ao longo de sua vida, desenvolveu algumas formas de comunicação que foram posteriormente transformadas como um meio de divulgar e popularizar a ciência da época. Esta tese traz, como foco principal, sua atuação junto à Royal Institution, aborda a relação entre seus trabalhos de laboratório e suas conferências. No primeiro caso, para divulgar seu trabalho, Faraday utilizava uma forma de comunicação mais complexa, ao se dirigir a estudiosos do assunto e intelectuais, enquanto que em suas conferências (apresentações), direcionados para estudantes, leigos e curiosos, valia-se de uma comunicação mais simples. Conhecidas como Conferências Natalinas, inauguradas em 1825 – tendo a primeira participação de Michael Faraday em 1827 –, estas palestras visavam angariar fundos e atingir um público jovem, pelo fato destas mentes estarem mais abertas a novos conhecimentos e, quem sabe, dispostas a aplicá-los num futuro bem próximo; haja vista que a Inglaterra, em expansão industrial, tinha necessidade crescente de material humano com capacidade de aplicar conhecimentos específicos e captar recursos. Nesta época, a Inglaterra, além de ser um mercado em expansão, naturalmente oferecia uma excelente oportunidade para os mais jovens. O próprio Michael Faraday havia sido incentivado a tornar-se um (filósofo natural) Homem da Ciência, por meio desse tipo de conferências, das quais participou ainda jovem. Vários testes experimentais realizados por Michael Faraday ajudariam a formular conceitos fundamentais para o entendimento da matéria. Neste estudo focalizamos, especialmente, os experimentos desenvolvidos de forma a serem utilizados como meio de divulgação científica, bem como sua forma de comunicação, tanto para um público familiarizado com o assunto, como para o público não familiarizado
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Vieira, Fabricio dos Santos. "A retomada da ética aristotélico-tomista pela filosofia do direito : o direito natural em destaque". reponame:Repositório Institucional da UCS, 2016. https://repositorio.ucs.br/handle/11338/1391.

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Abstract (sommario):
A crescente complexidade das relações intersubjetivas faz com que a criação e a forma de aplicação à norma jurídica evoluam superando a esfera da legalidade. Como parâmetro supralegal, destaca-se a formulação do direito natural em Aristóteles e Tomás de Aquino por fornecer características muito importantes para o panorama atual ao tratar da phronesis/prudentia e da mutabilidade da natureza humana. Tal formulação busca uma atitude pensada e adaptável às conjunturas sem descuidar dos princípios básicos atemporais e dos requisitos da razoabilidade prática definidos por Finnis. Nesse ínterim, a ideia de pré-compreensão em Gadamer, que afirma existir uma compreensão prévia funcionando como pressuposto subjetivo hermenêutico presidindo toda a compreensão, caso for adaptada ao direito, constata que, no processo de tomada da decisão jurídica, a ação interpretativa parte de um conjunto de conceitos e conhecimentos prévios, os quais, de certa forma sedimentados, possibilitam alcançar suas conclusões com um mínimo de previsibilidade. O pensamento de Finnis acerca da lei natural, fundada na razoabilidade prática, e a construção de uma hermenêutica filosófica, como a de Gadamer, levam a crer na possibilidade de uma fundamentação ética para a hermenêutica e para o direito, sem olvidar do caráter contingencial e temporal das suas estruturas de compreensão e aplicação.
Submitted by Ana Guimarães Pereira (agpereir@ucs.br) on 2016-11-24T11:42:57Z No. of bitstreams: 1 Dissertacao Fabricio dos Santos Vieira.pdf: 1104602 bytes, checksum: 4ea50fb9a15401cafabcb92f1c987584 (MD5)
Made available in DSpace on 2016-11-24T11:42:57Z (GMT). No. of bitstreams: 1 Dissertacao Fabricio dos Santos Vieira.pdf: 1104602 bytes, checksum: 4ea50fb9a15401cafabcb92f1c987584 (MD5) Previous issue date: 2016-11-24
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior, CAPES
The increasing complexity of intersubjective relations makes the creation and application way to the legal rule develops overcoming the sphere of legality and, as supralegal parameter, highlights the natural law formulation in Aristotle and Thomas Aquinas, for providing very important features to the current situation when dealing with phronesis/prudentia and the mutability of human nature, looking for a thoughtful and adaptable attitude to the situations without neglecting basic timeless principles and practical reasonableness requirements defined by Finnis. In the meantime, the idea of pre-understanding in Gadamer, who says there is a prior understanding working as hermeneutic subjective assumption presiding over all understanding, in case is adapted to the law, appear that, in making the legal decision to the interpretive action as a part of a set concepts and prior knowledge, which somehow sedimented, reaching its conclusions with a minimum of predictability. The thought of Finnis about natural law, based on practical reasonableness and the construction of a philosophical hermeneutics as Gadamer, lead us to believe in the possibility of an ethical foundation for hermeneutics and to the right, without forgetting the contingent and temporary nature of their understanding and application of structures.
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Fonseca, Joel Pinheiro da. "Apreensão dos primeiros princípios da lei natural em Tomás de Aquino". Universidade de São Paulo, 2014. http://www.teses.usp.br/teses/disponiveis/8/8133/tde-02072014-114934/.

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Abstract (sommario):
Um estudo sobre a razão prática em Tomás de Aquino, analisada sob a luz de seus primeiros princípios. Parte-se da pergunta de como o ser humano descobre o que é bom e mau para si o que requer cobrir dois momentos distintos de sua obra: o tratamento dado à synderesis e, em seguida, como os princípios por ela apreendidos se articulam e como funcionam na mente humana. Defende-se, por fim, que é um equívoco ler os princípios da lei natural como primariamente normativos no sentido deontológico do termo. São, antes, diretivos, conferindo à razão prática individual os bens de cuja posse depende a felicidade humana. As implicações dessa leitura para a ética de Tomás de Aquino que aparece agora sob forte roupagem eudaimonista são, por fim, analisadas.
The present study focuses on Aquinass exposition of practical reason, analyzed in light of its first principles. We begin with the question of how an individual human being discovers what is good and bad for himself, which is at the root of natural law, that is, rationally grounded morality. This requires covering two distinct moments of Aquinass work: his treatment of synderesis and, after it, how the principles apprehended by synderesis relate to one another and what kind of knowledge they give to the human mind. It is argued that it is a mistake to see the first practical principles as normative in the deontological sense. Rather, they are directive, furnishing practical reason with the goods on whose possession human happiness depends. The implications of this reading for Aquinass ethics are then analyzed and his ethical stance emerges as strongly eudaimonistic.
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Sousa, Andrà LuÃs Bonfim. "A relaÃÃo homem-natureza: um paralelo entre Espinosa e Feuerbach". Universidade Federal do CearÃ, 2009. http://www.teses.ufc.br/tde_busca/arquivo.php?codArquivo=19926.

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Abstract (sommario):
FundaÃÃo Cearense de Apoio ao Desenvolvimento Cientifico e TecnolÃgico
O objetivo do presente trabalho à precisar o que se pode compreender pela relaÃÃo Homem-Natureza nos pensamentos de Espinosa e Feuerbach. Intentamos promover um paralelo entre os dois filÃsofos, no qual procuramos, de maneira clara e sistemÃtica, evidenciar semelhanÃas e diferenÃas, convergÃncias e divergÃncias e, por conseguinte, apresentar as grandes linhas de pensamento destes filÃsofos. A problemÃtica acerca da relaÃÃo Homem-Natureza està no limiar dos pensamentos de Espinosa e Feuerbach, isso porque em ambos evidencia-se a seguinte noÃÃo: nÃo podemos conceber a natureza sem o homem nem o homem sem a natureza. Diante disso, nossa estratÃgia consistiu em, por meio de uma exposiÃÃo imanente Ãs obras capitais de ambos e tambÃm na confrontaÃÃo destas, explicitar que Espinosa e Feuerbach visam apresentar uma compreensÃo sui generis do homem como inteiramente humano. Pretendemos explicitar que essa compreensÃo nÃo abre espaÃo para uma moral de super-homem ou de antinatureza. Elase propÃe, por um lado, saber o que pode o homem, na medida em que ele Ãnaturalmente portador de certa potÃncia de conhecer e compreender e, sabendo, identificar as condiÃÃes por meio das quais ele està em condiÃÃes de fazer tudo o que âpodeâ, tendo em vista sua liberdade, e nÃo mais que isso. Por outro lado, ela tem por escopo conceber autonomia e dignidade à Natureza, a qual à considerada por Espinosa e Feuerbach como o fundamento e a causa do homem. Com base em tais questÃes, concluÃmos o presente trabalho completamente seguros de que a retomada crÃtica dos pensamentos de Espinosa e Feuerbach, pensando com eles as questÃes da modernidade e da contemporaneidade, da crise ecolÃgica da relaÃÃo Homem-Natureza, entre outras questÃes fundamentais como individualismo e fragmentaÃÃo de valores, se torna propÃcio e mesmo urgente.
O objetivo do presente trabalho à precisar o que se pode compreender pela relaÃÃo Homem-Natureza nos pensamentos de Espinosa e Feuerbach. Intentamos promover um paralelo entre os dois filÃsofos, no qual procuramos, de maneira clara e sistemÃtica, evidenciar semelhanÃas e diferenÃas, convergÃncias e divergÃncias e, por conseguinte, apresentar as grandes linhas de pensamento destes filÃsofos. A problemÃtica acerca da relaÃÃo Homem-Natureza està no limiar dos pensamentos de Espinosa e Feuerbach, isso porque em ambos evidencia-se a seguinte noÃÃo: nÃo podemos conceber a natureza sem o homem nem o homem sem a natureza. Diante disso, nossa estratÃgia consistiu em, por meio de uma exposiÃÃo imanente Ãs obras capitais de ambos e tambÃm na confrontaÃÃo destas, explicitar que Espinosa e Feuerbach visam apresentar uma compreensÃo sui generis do homem como inteiramente humano. Pretendemos explicitar que essa compreensÃo nÃo abre espaÃo para uma moral de super-homem ou de antinatureza. Elase propÃe, por um lado, saber o que pode o homem, na medida em que ele Ãnaturalmente portador de certa potÃncia de conhecer e compreender e, sabendo, identificar as condiÃÃes por meio das quais ele està em condiÃÃes de fazer tudo o que âpodeâ, tendo em vista sua liberdade, e nÃo mais que isso. Por outro lado, ela tem por escopo conceber autonomia e dignidade à Natureza, a qual à considerada por Espinosa e Feuerbach como o fundamento e a causa do homem. Com base em tais questÃes, concluÃmos o presente trabalho completamente seguros de que a retomada crÃtica dos pensamentos de Espinosa e Feuerbach, pensando com eles as questÃes da modernidade e da contemporaneidade, da crise ecolÃgica da relaÃÃo Homem-Natureza, entre outras questÃes fundamentais como individualismo e fragmentaÃÃo de valores, se torna propÃcio e mesmo urgente.
The aim of this work is to comprehend the relationship between Man and Nature in Espinosa and Feuerbachâs works. We did a parallel between the two philosophers, where we tried to make clear similarities and differences. The question of the relationship between man and nature is in the middle of Espinosa and Feuerbach philosophies. In both is clear the following notion: we canât to know the nature without the man and we canât to know the man without the nature. In this way, we tried to show one interesting man comprehension presented of Espinosa and Feuerbach. For one hand, this comprehension wants to know: what the man can? For other hand, it wants to give autonomy and dignity to Nature, considered by Espinosa and Feuerbach as the fundamental and cause of Man. With these questions, the word ends showing the importance of Espinosa and Feuerbach to resolve and comprehend the Modern and Contemporary questions, as ecological crisis, individualism and values fragmentation.
The aim of this work is to comprehend the relationship between Man and Nature in Espinosa and Feuerbachâs works. We did a parallel between the two philosophers, where we tried to make clear similarities and differences. The question of the relationship between man and nature is in the middle of Espinosa and Feuerbach philosophies. In both is clear the following notion: we canât to know the nature without the man and we canât to know the man without the nature. In this way, we tried to show one interesting man comprehension presented of Espinosa and Feuerbach. For one hand, this comprehension wants to know: what the man can? For other hand, it wants to give autonomy and dignity to Nature, considered by Espinosa and Feuerbach as the fundamental and cause of Man. With these questions, the word ends showing the importance of Espinosa and Feuerbach to resolve and comprehend the Modern and Contemporary questions, as ecological crisis, individualism and values fragmentation.
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LONGO, TOMMASO. "NATURA E CULTURA: ALLE ORIGINI DI UNA DICOTOMIA". Doctoral thesis, Università degli Studi di Milano, 2018. http://hdl.handle.net/2434/563262.

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Abstract (sommario):
ABSTRACT Nature (φύσις) and (νόμος) are two key terms of a long-standing debate in ancient Greek philosophy. My dissertation is chiefly concerned with the ways the concept of “culture” (νόμος) is related with that of “nature” (φύσις) in the history of ancient ethical and political thought. In particular, it aims to reconstruct and assess the historical-philosophical path leading to the formulation of the dichotomy between φύσις and νόμος in the Sophistic debate. On purpose, my dissertation is divided, as to the structure, into three main parts: 1. the first chapter is entirely dedicated to the ways nature and culture are conceptualised in some medical treatises of the Hippocratic Collection (e.g. Airs, waters and places and The sacred disease). I will show up that the two concepts are deeply interconnected and interwoven here in such a way that we are not allowed to trace clear-cut boundaries among them. 2. the second chapter is focused on Archelaus. I will attempt to argue that nature and culture are conceived for the first time as two autonomous and independent concepts from one another in his doctrine. On one hand, Archelaus promotes a conception of nature in merely materialistic terms, ruling out thereby the possibility that nature is endowed with some intrinsic ethical qualities. On the other one, he is furthermore reported by ancient sources as claiming that the origins of ethics (DK 60 A1) and of politics (DK 60 A4) are grounded on a conventional basis and, therefore, do not exist at a natural level. According to the interpretation I will be endorsing, human beings give rise to socio-political institutions and conventions for they cannot appeal to any kind of natural ethics. Therefore, political conventionalism and ethical subjectivism can be considered as pragmatic ways of reacting to the endorsement of a radical form of materialism. 3. lastly, the third chapter is about two Sophists, namely Protagoras and Antiphon. As we shall see, Protagoras aims to overcome the dichotomy between nature and culture, pointing to the evidence that human beings are by nature social and political animals. On the opposite corner, Antiphon will oppose nature to culture and remark that the laws of a city are often in contrast with the natural necessities, needs and desires of human beings. To conclude, I hope to have unravelled and displayed some of the major theoretical problems involved in relationship between nature and culture and the ways the process by which they come to be opposed one to another.
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Palomino, Flores Karl Humberto. "La preeminencia de la ley natural en la filosofía política de John Locke". Bachelor's thesis, Pontificia Universidad Católica del Perú, 2019. http://hdl.handle.net/20.500.12404/13879.

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Abstract (sommario):
En la discusión contemporánea relativa a la obra de John Locke, uno de los ejes claves de la interpretación de su obra versa sobre el papel que juega en su filosofía la ley natural. La discusión pone en debate dos posturas principales: las lecturas que sostienen que el concepto derecho natural es la noción clave en la filosofía de Locke; y por otro lado, lecturas que sostienen que la comprensión teológica de ley natural juega un rol primordial en la comprensión de la filosofía política de Locke. La presente tesis busca defender la preeminencia de la ley natural como fundamento de los derechos naturales y la constitución del Estado. Para lograr defender la preeminencia de esta en la filosofía de Locke, en primer lugar, se le dará relevancia a las consideraciones teológicas lockeanas acerca de los deberes del hombre para con Dios como elemento clave para el establecimiento de los derechos naturales. En segundo lugar, se buscará evidenciar de qué forma se encuentra la ley natural en la base de la constitución, la legitimidad, los alcances y límites del Estado. Por último, se realizará una crítica a las interpretaciones de Leo Strauss y Eric Mack, las cuales defienden la primacía de los derechos naturales respecto a la ley natural para luego analizar cómo las consideraciones lockeanas respecto a la caridad le dan un fuerte soporte a esta lectura.
Tesis
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Silveira, Roberison Wittgenstein Dias da 1982. "Filosofia, arte e ciência = a paisagem na geografia de Alexander Von Humboldt". [s.n.], 2012. http://repositorio.unicamp.br/jspui/handle/REPOSIP/287378.

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Abstract (sommario):
Orientador: Antonio Carlos Vitte
Tese (doutorado) - Universidade Estadual de Campinas, Instituto de Geociências
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Resumo: Humboldt incorpora muitos legados do seu contexto científico, estético e filosófico. Aparentemente contraditórias, na verdade excludentes, essas vias não podem sem qualquer dificuldade serem aproximadas, na medida em que partem de noções cosmológicas distintas e compreendem um conjunto diversificado de diretrizes e pressupostos conceituais. Mas, nessa aparente desarmonia, toma forma uma nova composição científica, marcada pela associação entre razão e sensibilidade, ciência e estética, descrição e explicação causal, mecanicismo e teleologia. Como base para essa integração inovadora, Humboldt assimila a fundamentação ontológico-metafísica oferecida por Schelling, além da concepção de homem schilleriana e da goethiana concepção de forma. A tese que defendemos é que essa confluência de pressupostos e métodos se harmonize sob o conceito de paisagem e que, nesse domínio, tenha pretendido Humboldt compreender e apaziguar na ciência o embate ontológico que acompanha o saber filosófico desde sua origem, e que é exatamente o ponto alto de toda a transformação operada no pensamento do período: o embate entre as cosmovisões materialista e idealista. Mais do que isso, sustentamos que esta articulação original sob o conceito de paisagem fundamentou a construção moderna do saber geográfico, a despeito de uma série de interpretações que pretendem subtrair de Humboldt seu papel estruturador e sistematizador. Nessa releitura da gênese da Geografia moderna, pretendemos também mostrar, ao final da tese, como essa origem ainda incompreendida pode e deve oferecer novos horizontes para o saber e fazer geográficos contemporâneos
Abstract: Humboldt incorporates many legacies of his scientific, aesthetical, and philosophical context. Seemingly contradictory, indeed exclusive, these pathways can't be approximated without any difficult, whereas start from different cosmological notions and embrace a diverse range of guidelines and conceptual assumptions. But, in this apparent disharmony, takes shape a new scientific composition, characterized by the association between reason and sensibility, science and aesthetics, description and causal explanation, mechanism and teleology. As a basis for this innovative integration, Humboldt assimilated the ontological-metaphysical foundation offered by Schelling, addition Schiller's conception of man and goethean conception of form. We defended the thesis that this confluence of assumptions and methods is harmonized under the landscape concept and that, in this field, Humboldt has attempted understand and appease in his science the ontological divergence that comes from philosophy since its origin, and that is exactly the high point of the whole transformation operated in the thought of the period: the divergence between the idealist and materialist cosmoviews. More than that, we argue that this articulation under the landscape concept founded modern construction of geographic knowledge, despite a series of interpretation that want to subtract from Humboldt his structured and systematic role. In this reinterpretation of the genesis of modern Geography, we also wanted show how this misunderstood source can and should offer new horizons for the contemporary geographic knowledge
Doutorado
Análise Ambiental e Dinâmica Territorial
Doutor em Geografia
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Brandão, Ricardo Evangelista. "Ordem, beleza e perfeição do universo: a Filosofia da Natureza em Santo Agostinho". Universidade Federal da Paraí­ba, 2011. http://tede.biblioteca.ufpb.br:8080/handle/tede/5690.

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Abstract (sommario):
Made available in DSpace on 2015-05-14T12:12:02Z (GMT). No. of bitstreams: 1 arquivototal.pdf: 786643 bytes, checksum: 3bd92fdb3d82a2a03a96a45415cf2287 (MD5) Previous issue date: 2011-02-28
Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior
The present dissertation aims to demonstrate that in their cosmological-philosophical journey, fighting the followers of Mani, Augustine being heavily influenced by the Neoplatonic Philosophy of Plotinus and by the Scriptural-Christian Theology, builds a Philosophy of the Nature consisting as guideline of the exegesis of the Jewish-Christian Scriptures, but especially of the creation account exposed in the first chapters of Genesis, however, in most cases with allegorical exegesis with Neoplatonic prism. Therefore, in his philosophy of the world, Augustine played both as a biblical exegete as a Neoplatonic philosopher, which resulted in a philosophical cosmology with elements of both, limiting the first to give philosophical coherence, and the second not to contradict the Scriptures. We will study that the great motivating force and guiding of the Augustinian cosmology was the Manichaean Dualism, which understood that the cosmos is the result of mixing between light (good) and darkness (evil), thus creating beings who are in their natures particles of light and darkness, thus resulting in the thesis that there are ugly and evil creatures by nature. Ideas like those espoused by Manichaean of his time, Augustine led to theorize about various aspects of their cosmology, since the theory of the beginning and process of formation of the world, until the theory of the holistic cosmic-ordering, defending the thesis that the cosmos has a single source (creatio ex nihilo), God, and as he is the Supreme Good, the Nature both viewed each creature in particular, as the standpoint of the whole, is good, beautiful and perfect.
A presente dissertação objetiva demonstrar que em seu itinerário cosmológico-filosófico, combatendo os discípulos de Mani, Santo Agostinho sendo densamente influenciado pela Filosofia Neoplatônica de Plotino e pela Teologia Escriturística-Cristã, constrói uma Filosofia da Natureza consistindo como linha mestra da exegese das Escrituras Judaico-Cristãs, mas principalmente do relato da criação exposto nos primeiros capítulos do Livro do Gênesis, porém, com exegese na maior parte das vezes alegórica com prisma neoplatônico. Portanto, em sua filosofia do mundo, Agostinho fez o papel tanto de exegeta bíblico como de filósofo neoplatônico, gerando com isso uma cosmologia filosófica com elementos de ambos, limitando o primeiro para dar coerência filosófica, e o segundo para não contradizer as Escrituras. Estudaremos que a grande força motivadora e norteadora da Cosmologia Agostiniana foi o Dualismo Maniqueu, que entendia que o cosmos é resultado da mistura entre a luz (o bem) e as trevas (o mal), gerando assim seres que têm em suas naturezas partículas de luz e trevas, resultando assim a tese de que existem criaturas más e feias por natureza. Idéias como estas defendidas pelos Maniqueus de seu tempo, conduziu Agostinho a teorizar acerca de vários aspectos de sua Cosmologia, desde a teoria do início e processo da formação do mundo, à teoria do ordenamento holístico-cósmico, defendendo a tese de que o cosmos possui uma única fonte (creatio ex nihilo), Deus, e como ele é o Sumo Bem, a Natureza tanto perspectivada em cada criatura em particular, como pelo prisma da totalidade é boa, bela e perfeita.
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Brum, Fábio Antonio. "Liberdade de consciência e lei natural em John Locke". reponame:Repositório Institucional da UFPR, 2011. http://hdl.handle.net/1884/25699.

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Abstract (sommario):
Resumo: O Segundo Tratado sobre o Governo Civil de John Locke é um dos textos fundadores da tradição liberal na política. Como muitos comentadores já observaram, o conceito de lei natural é central na argumentação desta obra. É a partir deste conceito que Locke desenvolve a idéia de direitos naturais, tais como o direito à liberdade, à vida e à propriedade. A finalidade do governo civil, segundo Locke, é a garantia e a preservação destes direitos naturais. Por outro lado, a liberdade de consciência (um dos direitos naturais do omem), pode ser a causa principal da desordem civil, na medida em que questiona a autoridade do governo instituído por consenso e faz de cada homem juiz de suas próprias ações. Esta dissertação procura mostrar como o filósofo inglês procurou equacionar este problema. Veremos que a tolerância defendida por Locke em seus escritos finais estabelece, dentre outras coisas, os direitos da liberdade de consciência. Trata-se de analisar como a noção de liberdade de consciência se desenvolve no pensamento lockeano e indicar o papel da lei natural em sua filosofia política.
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Govaski, Patrícia. "Ilustração e filosofia natural em Portugal : a Recreação filosófica (1751-1800) do Padre Teodoro de Almeida". reponame:Repositório Institucional da UFPR, 2017. http://hdl.handle.net/1884/49117.

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Abstract (sommario):
Orientador : Prof. Dr. Antonio Cesar de Almeida Santos
Dissertação (mestrado) - Universidade Federal do Paraná, Setor de Ciências Humanas, Programa de Pós-Graduação em História. Defesa: Curitiba, 22/02/2017
Inclui referências : f. 165-173
Resumo: O século XVIII pode ser apresentado como um momento profícuo para o surgimento de novas experiências vinculadas ao conhecimento. Nesse período, os modelos filosóficos modernos foram contrapostos a antigos ideais, questionando a capacidade explicativa dos últimos para a formulação de teorias razoáveis voltadas à compreensão do mundo e de seus fenômenos naturais. O reino de Portugal não ficou alheio a esse movimento transformador. Como resultado, a produção filosófica portuguesa obteve, no período, maior visibilidade. Utilizando como fonte principal os tomos integram o projeto da Recreação Filosófica, obra de proporções enciclopédicas, escrita e publicada entre os anos de 1751 e 1800, a presente dissertação tem por objetivo verificar de que forma a obra e o pensamento filosófico de seu autor, o clérigo oratoriano Teodoro de Almeida, um expressivo representante da Ilustração portuguesa, podem nos remeter a elementos interligados à concepção de Filosofia Natural observada em Portugal, durante a segunda metade do século XVIII. Guiando a pesquisa por abordagens que marcam a Nova História do Pensamento Político, procuramos inserir a obra e o pensamento filosófico de Teodoro de Almeida nos quadros da Ilustração, de modo a verificar qual foi a finalidade e a importância da publicação de obras como a Recreação Filosófica em um período da história portuguesa fortemente marcado por uma iniciativa de universalização dos saberes e reorganização da educação. Palavras-chave: Século XVIII; Ilustração; Portugal; Filosofia Natural; Recreação Filosófica.
Abstract: One can present the eighteenth century can as a fruitful moment for the emergence of new experiences linked to knowledge. In this period, people began to contrast modern philosophical models with ancient ideals, questioning the explanatory capacity of the latter for the formulation of reasonable theories aimed at understanding the world and its natural phenomena. The kingdom of Portugal was not estranged to this transformative movement. As a result, the portuguese philosophical production obtained greater visibility during the period. Using as main source the tomes that integrate the project of the Recreação Filosófica, work of encyclopedic proportions, written and published between the years of 1751 and 1800, the present dissertation aims to verify how the work and philosophical thinking of its author, the oratorian cleric Teodoro de Almeida, an expressive representative of the Portuguese Enlightenment, can refer us to elements connected to the conception of Natural Philosophy observed in Portugal during the second half of the eighteenth century. Guiding the research by approaches that mark the New History of Political Thought (Cambrigde School historiographical approach), we try to insert the work and the philosophical thought of Teodoro de Almeida in the frames of the Enlightenment, in order to verify what was the purpose and the importance of the publication of works like Recreação Filosófica in a period of Portuguese history strongly marked by an initiative of universalization of knowledge and reorganization of education. Keywords: The Eighteenth Century; Enlightenment; Portugal; Natural Philosophy; Recreação Filosófica.
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SILVA, TERESINHA de M. da. "Contribuição ao estudo da nova filosofia internacional de segurança radiológica no processamento químico do urânio natural". reponame:Repositório Institucional do IPEN, 1988. http://repositorio.ipen.br:8080/xmlui/handle/123456789/9905.

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Abstract (sommario):
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Dissertacao (Mestrado)
IPEN/D
Instituto de Pesquisas Energeticas e Nucleares - IPEN/CNEN-SP
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Cruz, Michael de Souza. "Movimento, ação e civilização : uma defesa de um fundamento natural à filosofia civil de Thomas Hobbes". reponame:Biblioteca Digital de Teses e Dissertações da UFRGS, 2013. http://hdl.handle.net/10183/70712.

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Sousa, Wanderly Alves de. "Articulaçao entre justiça divina, natural e civil em Agostinho". reponame:Repositório Institucional da UFPR, 2009. http://hdl.handle.net/1884/18989.

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Menin, Mersia. "Filosofia della carne e carne della storia : il nexus physis-logos-storia in M. Merleau-Ponty". Paris 1, 2008. http://www.theses.fr/2008PA010535.

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Abstract (sommario):
Le sujet de la thèse concerne l'étude du nexus physis-logos-histoire chez Maurice Merleau-Ponty (1908-1961). Une première partie est consacrée à la reconstruction du cadre culturel qui a porté Merleau-Ponty à la détermination du thème en question, ainsi qu'à l'analyse du passage par la dialectique. Dans la deuxième partie nous abordons le premier élément du nexus, le concept de nature. La troisième partie est dédiée au concept du logos comme résultat d'un renversement de l'idée platonicienne et comme découverte d'une idéalité fondée sur le sensible. Enfin, dans la quatrième partie, nous essayons de démontrer comme le parcours de Merleau-Ponty vers une «ontologie du dedans» entraine une vision ontologique et chamelle de l'histoire. Une attention particulière est dédiée à certaines étapes cruciales de la pensée métaphysique (Platon, Descartes, Leibniz, Schelling, Nietzsche) et aux influences exercées sur Merleau-Ponty par les questions biologiques concernant le sujet et le monde.
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Forsberg, Erik. "Retrospektivism och biologi : Om begreppens natur genom evolutionens ögon". Thesis, Umeå universitet, Institutionen för idé- och samhällsstudier, 2018. http://urn.kb.se/resolve?urn=urn:nbn:se:umu:diva-152542.

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Abstract (sommario):
Begreppsatomismen lär oss att den metafysiska strukturen hos lexikala begrepp beror påbegreppens relation till yttervärlden men är oklar i hur denna relation förverkligas. Avsiktenmed denna uppsats är därför att utveckla en metafysisk tes för uppkomsten av begreppsligstruktur som också närmare visar hur lexikala begrepp förhåller sig till världen. Utredningenbestår i att jämföra två filosofiska positioner som står nära begreppsatomismen: å ena sidanPutnams externalism för naturliga typer och å andra sidan biosemantiken, här representeradav Dennett och Millikan. Genom att utgå ifrån Putnams tankeexperiment tvillingjord ochhans syn på strukturen hos lexikala begrepp nås slutsatsen att biosemantiken når längre av detvå. Men en närmare granskning visar att biosemantik i förening med principen om evolutiongenom naturligt urval ger att strukturen hos lexikala begrepp står i ett metafysiskt beroendetill framtiden och förverkligas retrospektivt, varvid retrospektiv begreppsatomism föreslås.
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ALESSANDRINI, Nicola. "IL CHIASMA UTOPICO. NATURALIZZAZIONE DELL'UOMO E UMANIZZAZIONE DELLA NATURA IN ERNST BLOCH". Doctoral thesis, Università degli studi di Ferrara, 2014. http://hdl.handle.net/11392/2389038.

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Abstract (sommario):
This research is dedicated to the concept of «naturalization of the man, humanization of the nature» in Ernst Bloch’s philosophy. This proposition is a chiasmus coined by Karl Marx in the Economic Philosophical Manuscripts of 1844. Bloch quotes this chiasmus in a lot of his works because he considers it a structural element of the Marxism, even if often disregarded by the critics. This work is articulated in three parts: In the first part we investigate the philosophical bases of chiasmus in western philosophy, from Aristotle to Feuerbach. The goal is to rebuild the history and the sense of this concept, to which it hasn’t been dedicated yet specific analysis. In particular we are going to analyse the qualitative materialism that is the oldest origin of the «naturalization of the man and the humanization of the nature». Indeed, the qualitative materialism is a part of the ancient philosophy that regards the matter like a mother who generates all the thinks and not like a deposit of resources to be consumed. The second part of this work is dedicated to the meanings of the chiasmus in Bloch’s works. We have found twelve particular acceptations of this polyhedric and indeterminate sentence: ontological, gnoseological, working, materialistic historical and dialectical, historical-philosophical, ethic, theological, ecological and geographical, artistic-pictorial, artisitc-musical, juridical, linguistic. In the third and last part we analyse the role of the chiasmus in the particular model of Bloch’s utopian thought. Indeed Bloch’s utopia is different by classical utopias, in which we can find accurate descriptions of the future. The Blochian concrete utopia is an iconoclastic utopia, that describes the present by the criticism of present injustices. In this iconoclastic background, in which the future can’t be prescribed, the Marxian chiasmus offers to Bloch some important words that break the edge of ineffable, prefiguring the utopian destination.
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BORRI, MICHELE. "Natura, Morale, Diritto : dalla metaetica analitica al neurodiritto". Doctoral thesis, Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2015. http://hdl.handle.net/10281/76990.

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Abstract (sommario):
Il considerevole sviluppo degli studi nel campo delle neuroscienze verificatosi nel corso degli ultimi decenni, costituisce un fenomeno assai rilevante sia sul piano scientifico che su quello filosofico, in quanto contribuisce a modificare e ridefinire l’immagine tradizionale dell’essere umano e segnala l’opportunità di tornare ad interrogarci in merito alla legittimità e alla fondatezza di talune categorie concettuali largamente diffuse all’interno della riflessione filosofica inerente la “natura umana”, l’etica e il diritto Seguendo questa prospettiva di fondo, la ricerca prende le mosse da un’analisi sistematica di alcune tra le più importanti definizioni elaborate nel quadro della metaetica analitica novecentesca -quali, ad esempio, la legge di Hume e la fallacia naturalistica- le quali vengono troppo spesso invocate allo scopo di distinguere e tenere separati tra loro i due campi della ricerca scientifica di tipo empirico e della riflessione etica, onde evitare di incorrere nell’errore di fallacia naturalistica, oppure di infrangere la cosiddetta legge di Hume. Nella prima parte del lavoro, quindi, vengono esposte e discusse alcune tra le più importanti ragioni per cui l’utilizzazione delle suddette definizioni al fine di dimostrare l’impossibilità di una riflessione etica fondata sui risultati provenienti dall’attuale ricerca scientifica, risulta essere spesso fuorviante e poco costruttiva; al contrario : lo sviluppo delle neuroscienze sta oggi aprendo nuovi e significativi orizzonti di ricerca e di riflessione proprio nell’ambito della riflessione etica e giuridica. La seconda parte del lavoro è dedicata ad una ricostruzione dei presupposti secondo i quali è possibile sostenere l’assoluta legittimità di una riflessione etica e giuridica fondata su un naturalismo di tipo scientifico. Fin dai tempi di Darwin, infatti, il dibattito sulle origini evolutive dei comportamenti morali ha suscitato accese controversie, subendo spesso anche delle distorsioni di tipo politico-ideologico le quali erano ben lontane dal pensiero di Darwin stesso. Gli attuali sviluppi della ricerca in questo campo, ad ogni modo, hanno fatto luce su molti equivoci e hanno messo in evidenza la fondamentale correttezza di molte delle intuizioni darwiniane, rendendo così possibile inquadrare i comportamenti etici e giuridici in un contesto di riferimento come quello costituito da una storia naturale dell’evoluzione umana. Nell’ultima parte, la ricerca prende in considerazione alcune tra le principali implicazioni che i nuovi orientamenti emergenti dalle neuroscienze comportano in merito ad alcuni concetti chiave del pensiero etico e giuridico tra cui, ad esempio, quelli di valore, di libero arbitrio, di responsabilità penale, di giustizia e di ordine sociale. Per concludere, con le parole dello stesso Darwin : “molta luce sarà fatta sull’origine dell’uomo e sulla sua storia”.
The substantial development of research in the field on neurosciences which has taken place in the course of the last decades points out a remarkable advancement, from both a scientific and philosophical point of view, contributing to a broad redefinition of the traditional representations of the “human being” and, likewise, it suggests the need to reconsider some conceptual categories concerning human nature, ethics and the law, that are widely employed in the philosophical debate. Following this basic perspective, the exposition starts with an investigation concerning some of the most meaningful concepts which were developed in the realm of Analytic Metaethics -such as the Hume’s law or the naturalistic fallacy- which are often used to keep separate the two domains of empirical science and moral philosophy, under the menace of committing the error of naturalistic fallacy or infringing the tenets of the Hume’s law. Therefore, in the first part of this work, some issues will be discussed in order to show that the traditional notions of Hume’s law and naturalistic fallacy are highly contentious in themselves and, moreover, they do not offer any reliable foundations to support the hypothesis that moral philosophy and empirical science are, and should be kept, necessarily detached from one another; on the contrary : the current development of neurosciences is beginning to open new horizons for philosophical and legal thinking. The second part of the work aims to provide an essential reconstruction of some major perspectives, endorsing the pertinence of a scientifically based form of naturalism in relation to the study of ethics and the law. As a matter of fact, since the times of Darwin the debate concerning the evolutionary origins of moral behaviour has been greatly controversial and, worse still, it has been also strongly affected by many ideological and political arguments which were well away from the thought of Darwin himself. Nevertheless, the current research in this field has made clear that most of Darwin’s intuitions were fundamentally correct, and therefore the origins of moral and legal behaviour can be adequately investigated and accounted for on the basis of a natural history of human evolution. Finally, the discussion takes into consideration some of the most significant implications deriving from the new orientations in the field of neurosciences, and evaluates their main consequences with regard to a few key concepts of moral and legal thinking, such as those of values, free will and criminal responsibility, justice and social order. To conclude with a few words from Darwin himself : “much light will be thrown on the origin of man and his history”.
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Pettersson, Joanna. "Rättigheter och skyldigheter i grundlagarna : I ljuset av den politiska filosofin". Thesis, University of Gävle, Ämnesavdelningen för filmvetenskap, historia, litteraturvetenskap, medie- och kommunikationsvetenskap och statsvetenskap, 2009. http://urn.kb.se/resolve?urn=urn:nbn:se:hig:diva-5770.

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Abstract (sommario):

The purpose of this essay has been to compare different constitutions, and their outlook on citizenship, rights, obligations and natural duty. This has been done in the light of the political philosophy, in order to give the answer to four questions. These questions are: Which rights and obligations can be seen in the constitutions, and how can it be interpreted. Can there be signs of any political philosophy in the constitutions?  Are there any differences between the constitutions regarding citizenship, rights, obligations and natural duty? If so, what are the differences? Can the rights be seen in a further extent than the obligations in the constitutions?

I have conducted a qualitative comparision study and analyzed the political philosophers and made a classification scheme of their views. Further I made a comparison between the constitutions of the countries, and their view on citizenship, rights, obligations and natural duty. This was later inflicted in to the classification scheme, to see if the countries could fit in to the political philosophers views, and also to find out if there would be any differences in values between the countries constitutions.

To bind together the outlook on citizenship, rights, obligations and natural duty between the citizen and the state, I have used a social contract theory, to get better understanding regarding the relationship between the legal system and the citizen.

My conclusions of this essay is that the political philosophers views of citizenship, rights, obligations and natural duty was sometimes similar, but the differences were clear in the light of the classification scheme. The countries constitutions were also similar, but I found that the constitutions could fit in different places in the classification scheme, giving the result that citizenship and rights, were important in all of the constitutions, but obligations and natural duty was not.

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Pelliccioli, L. "NATURA DELLE COSE E METODO GIURIDICO". Doctoral thesis, Università degli Studi di Milano, 2012. http://hdl.handle.net/2434/170395.

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Abstract (sommario):
This dissertation concerns the legal and jurisprudential issue of the "nature of things". In the first and second chapters I provide an analysis of some of the main uses of the expression 'nature of things' in italian legal science and jurisdiction, focusing on their frequent occurrence in commercial and administrative law. Then, in the following two chapters, I try to develop an explanatory model of a legal method based on the notion of nature of things, as a means to determine the content of a legal system. In chapter III my central aim is to show that even lawyers who subscribe to this method, use it only when an identification of the relevant legal issues is already available. It's only in a subsequent moment - which following Mario Jori I call ‘determination’ of the content of law – that in these lawyers’ view the appeal to the nature of things bears its fruits, i.e. the possibility to improve our understanding of law through the study of social practices picked out by some legal concepts. Finally, in chapter IV, I focus on the peculiar treatment of legal concepts implied by this method. I maintain that we ought to refer to Kripke and Putnam thesis that conceptaul content depends upon the true nature of the things referred to rather than upon the descriptions or the criteria commonly associated to a concept. In this case, the criteria that can be defeated by the account of the true nature of a phenomenon are the ones established by the legislator. Unlike Kripke and Putnam, however, judges and lawyers who use the notion of nature of things enlarge the scope of this theory from natural kind concepts – for which it was originally conceived – to “social kind” concepts.
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Follesa, Laura [Verfasser], Olaf [Akademischer Betreuer] Breidbach e Francesca Mari [Akademischer Betreuer] Crasta. "L'ecomonia della natura e il respiro del mondo : la filosofia della natura di Swedenborg tra Herder e Schelling (1770-1810) / Laura Follesa. Gutachter: Olaf Breidbach ; Francesca Mari Crasta". Jena : Thüringer Universitäts- und Landesbibliothek Jena, 2015. http://d-nb.info/1076038646/34.

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Stemerding, Dirk. "Plants, animals and formulae natural history in the light of Latour's Science in action and Foucault's The order of Things /". Enschede : Maastricht : Faculteit Wijsbegeerte en Maatschappijwetenschappen, Universiteit Twente ; University Library, Maastricht University [Host], 1991. http://arno.unimaas.nl/show.cgi?fid=5638.

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Menegazzi, Elizandro. "ROUSSEAU: HOMEM NATURAL, NATUREZA E SOCIABILIDADE". Universidade Federal de Santa Maria, 2009. http://repositorio.ufsm.br/handle/1/9065.

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Abstract (sommario):
Fundação de Amparo a Pesquisa no Estado do Rio Grande do Sul
L oeuvre de Rousseau (1712-1778) est marque par une tension entre les descriptions des facultés et des sentiments essentiels de l humain et de tout ce que découle du ses dévéloppement par l étroitement des liens sociaux. Cette investigation se moue au milieu de cette tension avec le propos d éclaircir ce que suit: la critique de Rousseau aux parcours de la sociabilité est assise sur une méditation de caractere philosophique et politique-moral qui s explicite par une description des capacites humaines, ainsi que par le sien dévéloppement, pour le bien ou pour le mal. Les thémes de Rousseau recoupés et articulés pour efetiver un tel propôs, sont ceux qui suivent: l homme naturel - dificulté, importance et méthode adéquate pour décrire ses qualités distinctives, tels que, perfectibilité, liberte, égalité, bonté, piété, amour de soi et conscience; la tension entre lês deux optiques sur lesquels Rousseau décrit l existence humaine celui de l ativation/realisation des facultes e des capacites humaines et des relations et modifications sociales que les cachent ou lês défigurent ; le contrat sociale présenter une mesure , par laquelle, chaque homme est libre de fixer, par un acte d'association courante une personne morale , guidée par les principes des Droits Politiques. C'est-à-dire la combinaison de tous ensemble est la "morale et collective", qui donne lieu à des "corps politique", qui comprendre l'abdication de "I´l/naturel" pour nous ou un "I´I/social".
A obra de Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) está marcada por uma tensão entre as descrições das faculdades e sentimentos essenciais do ser humano e aquilo que decorreu dos seus desenvolvimentos pelo estreitamento dos laços sociais. A presente investigação move-se em meio a essa tensão com o propósito de esclarecer o que segue: a crítica de Rousseau aos percursos da sociabilidade se assenta em uma meditação de caráter filosófico e político-moral que se explicita por uma descrição das capacidades humanas, assim como pelo seu desenvolvimento, para o bem ou para o mal. Os temas de Rousseau, recortados e articulados para efetivar tal propósito, são os que seguem: o homem natural - dificuldade, importância e o método adequado para descrever suas qualidades distintivas, tais como perfectibilidade, liberdade, igualdade, bondade, piedade, amor de si e consciência; a tensão entre as duas óticas sob as quais Rousseau descreve a existência humana - a da ativação/realização das faculdades e capacidades humanas e a das relações e modificações sociais que as escondem ou desfiguram; o contrato social apresenta uma medida , pela qual, cada homem continua livre ao estabelecer, por um ato de associação comum uma pessoa moral , orientada pelos princípios do Direito Político. Ou seja, pela associação de todos entre si surge o eu moral e coletivo , que dá origem ao corpo político , o qual compreende a abdicação do eu particular/natural por um nós ou eu comum/social .
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Gustavsson, Rickard. "Convention or Nature? : The Correctness of Names in Plato's Cratylus". Thesis, Umeå universitet, Institutionen för idé- och samhällsstudier, 2018. http://urn.kb.se/resolve?urn=urn:nbn:se:umu:diva-149387.

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Abstract (sommario):
This thesis is about Plato‘s dialogue Cratylus, which is one of the earliest texts in the history ofphilosophy of language and has generated much interpretive controversy. In the dialogue, Platoexamines two theories on the correctness of names; conventionalism and naturalism. However,there is no clear positive outcome in the dialogue in regard to the debate betweenconventionalism and naturalism. Therefore, scholars have long been divided as to what Plato‘sown position on the correctness of names is. Another puzzling feature of the dialogue concernsthe etymological section, which has often been ignored or treated in isolation in modernscholarship. This section takes up about half of the dialogue and offers elaborate explanations ofa large number of words in the Greek language. Some recent studies of the Cratylus, however,are shedding much welcome light on the etymological section and the role it plays in thedialogue as a whole. In this thesis, I compare two competing interpretations of the etymologicalsection and discuss how an understanding of the etymologies can help us understand Plato‘sposition on the correctness of names and the purpose of the dialogue as a whole. In TimothyBaxter‘s interpretation, the etymological section should be read as a parody which amounts to aPlatonic critique of a mistaken attitude towards names and language found especially in thepoetry and philosophy in Plato‘s time. David Sedley, on the other hand, argues that theetymologies are seriously intended by Plato as a method of linguistic and historical analysis, amethod he himself endorsed and practiced. If the etymologies are taken seriously, Sedley argues,they show that Plato favored a form of naturalism in regard to the correctness of names. Afterproviding an outline and evaluation of these two interpretations, the thesis concludes with myown proposal. Although I disagree with some of Sedley‘s particular interpretations andarguments, I find myself in broad agreement with his general conclusions.
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Cecon, Kleber. "A relação entre a filosofia mecânica e os experimentos alquímicos de Robert Boyle". [s.n.], 2010. http://repositorio.unicamp.br/jspui/handle/REPOSIP/280332.

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Abstract (sommario):
Orientador: Fátima Regina Rodrigues Évora
Tese (doutorado) - Universidade Estadual de Campinas, Instituto de Filosofia e Ciências Huimanas
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Resumo: O objetivo dessa tese é analisar a filosofia mecânica de Robert Boyle, visando mostrar a compatibilidade entre o seu pensamento químico e mecanicista. Apesar de não poder ser provada por experimentos alquímicos, a filosofia mecânica de Boyle é corroborada por eles e os mesmos tiveram grande importância na refutação das formas substanciais e qualidades reais da escolástica. Os experimentos alquímicos tornam-se importantes na medida em que é necessário elucidar como eles são usados na defesa do mecanicismo boyleano. Visando auxiliar a compreensão dos mesmos, foram analisados aqueles que Boyle julgava mais aptos para esse fim, assim como a tradução química para a correspondente linguagem da química contemporânea
Abstract: The goal of this thesis is to demonstrate that there is no opposition between Robert Boyle's alchemy and mechanicism. Despite the fact that Boyle's mechanical philosophy cannot be proved by alchemical experiments, it is supported theoretically by them and they had great importance in the refutation of the scholastic's substantial forms and real qualities. The alchemical experiments are important since is necessary to elucidate how they were used to defend the boylean mechanicism. In order to better comprehend these experiments, some of them, which Boyle judged to be the most suitable for the task, were selected and chemically translated into modern chemical language
Doutorado
Filosofia
Doutor em Filosofia
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Brzozowski, Jerzy André. "Auto-organização e contingência da biologia evolutiva". Florianópolis, SC, 2007. http://repositorio.ufsc.br/xmlui/handle/123456789/89956.

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Abstract (sommario):
Dissertação (Mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Filosofia e Ciências Humanas. Programa de Pós-graduação em Filosofia.
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O objetivo deste estudo é contrastar a tese da auto-organização de Stuart Kauffman e a tese da contingência de Stephen Jay Gould com a visão darwiniana da evolução. Inicialmente, caracterizamos o darwinismo como o que Kim Sterelny e Paul Griffiths chamaram de "visão aceita da evolução", acrescida dos três princípios gouldianos que detalham o papel da seleção natural na teoria darwiniana. A tese da auto-organização pode ser caracterizada como nomológica, na medida em que procura mostrar como as leis da auto-organização são responsáveis por grande parte da ordem biológica. A tese da contingência, por outro lado, enfatiza o papel do acaso e da imprevisibilidade na evolução, podendo assim ser vista como a defesa de uma abordagem idiográfica para a biologia.
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Vantaggiato, Luca <1980&gt. "Per natura siam vicini: analisi del manoscritto "Xing zi ming chu" rinvenuto a Guodian". Doctoral thesis, Università Ca' Foscari Venezia, 2011. http://hdl.handle.net/10579/1061.

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Abstract (sommario):
Questo studio esamina uno dei manoscritti rinvenuti a Guodian nel 1993, il "Xing zi ming chu", noto per le sue argomentazioni, distanti dal pensiero di Mencio e Xunzi, sulla natura dell'uomo. Il presente studio esamina alcuni concetti chiave del manoscritto, come quello di natura umana e successivamente si concentra su alcuni aspetti etici come la natura dell'azione morale dell'uomo, nonché affronta la traduzione e l'analisi filosofica di alcuni dei passi più problematici del manoscritto.
The purpose of this study is to analyze the contents of one of the manuscripts unearthed at Guodian in 1993. The "Xing zi ming chu" provide an excellent example of the lively debate on human nature held in China during the fourth century B.C. and face the issues on man's natural dispositions with an approach different from those which characterized the work of Mencius and Xunzi. This study focuses on the main concepts of the manuscripts, such as "xing" (natural disposition), "qing" (man's natural capacity to respond to reality), "ren", and faces some of the problems dealing with the translation of some of the most puzzling passages of the text, helping disclosing the "Xing zi ming chu" concept of "dao" and the problems concerning human moral action. This last topic is addressed with an inquiru on the concept of "wei" (false, artificial) and demonstrate that this character is crucial in determining the nature of human moral conduct.
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Rocha, Ronai Pires da. "Em favor do comum : estudo sobre a formação da 'filosofia da linguagem comum'". reponame:Biblioteca Digital de Teses e Dissertações da UFRGS, 2013. http://hdl.handle.net/10183/79448.

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Abstract (sommario):
Este trabalho aborda o surgimento do movimento filosófico conhecido como “filosofia da linguagem comum”. O objetivo é oferecer uma nova perspectiva sobre as origens e a formação desse movimento, a partir das críticas de Wittgenstein a alguns divulgadores da ciência no Livro Azul. Apresento a seguir, as principais polêmicas ocorridas entre os que simpatizavam com as ideias de Wittgenstein, nos anos quarenta, e alguns críticos que denunciavam as aparentes fragilidades conceituais dos filósofos que defendiam usos comuns da língua. Nessas polêmicas um dos pontos mais complexos diz respeito às possíveis relações entre uma atitude de consideração à língua natural, a linguagem comum, e uma “defesa do senso comum”. O tema é examinado na convergência de ideias entre Wittgenstein, Norman Malcolm e G. E. Moore. Finalmente, apresentado a polêmica entre Benson Mates e Stanley Cavell sobre o status dos enunciados filosóficos feitos a partir de um apelo à linguagem comum; os dois filósofos preservam na polêmica que mantiveram alguns vestígios da querela iniciada no Livro Azul e com isso fecham um ciclo de discussões.
This study addresses the emergence of the philosophical movement known as "ordinary language philosophy". The aim here is to offer a new perspective on the origins and formation of the movement, considering some criticisms that Wittgenstein adressed to science communicators in the Blue Book. The main controversy occurred among those who sympathized with the ideas of Wittgenstein, in the forties, and critics who denounced the apparent conceptual weaknesses of philosophers who advocated common uses of language. In these controversies one of the most complex subjects concerns the possible relationship between an attitude of consideration to natural language, and a "defense of common sense." The subject is examined in the convergence of ideas among Wittgenstein, Norman Malcolm and G. E. Moore. Finally, I present the controversy between Benson Mates and Stanley Cavell on the status of philosophical statements made from an appeal to ordinary language; the two philosophers preserve the controversy that kept some traces of the quarrel started in the Blue Book and it closes a cycle of discussions.
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Pinto, Susana Maria Caló Rodrigues. "A natureza histórica da cognição : debates filosóficos na teoria dos sistemas dinâmicos na ciência cognitiva". Master's thesis, Porto : [Edição de Autor], 2007. http://hdl.handle.net/10216/14650.

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Abstract (sommario):
Tem-se verificado uma tendência progressiva nas teorias da cognição no âmbito das ciências cognitivas de conceptualizar a cognição natural emergente do jogo de interacção entre as dinâmicas internas do agente, corpo e mundo. O presente trabalho elabora uma apreciação crítica destas teorias e propõe explorar uma teoria da cognição baseada na sua natureza histórico-temporal através do corpo conceptual da teoria dos Sistemas Dinâmicos. Esta ideia é formada pela concepção de dois eixos de análise da cognição: transversal e longitudinal. Releva-se o entendimento da cognição como processo - produção continua que se rebate sobre si mesma - e como história de um acontecer.
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