Academic literature on the topic 'Riqualificazione e rigenerazione urbana'

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Journal articles on the topic "Riqualificazione e rigenerazione urbana"

1

Barattucci, Chiara. "Strumenti urbanistici per la rigenerazione delle aree produttive come nuove parti di città." TERRITORIO, no. 99 (August 2022): 130–35. http://dx.doi.org/10.3280/tr2021-099018.

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Abstract:
L'articolo osserva le aree produttive del Nord Italia a partire da una domanda principale: gli strumenti urbanistici che nel XX secolo ne hanno permesso la realizzazione, oggi, sono ancora utili per guidare la loro rigenerazione come nuove parti di città? Dopo avere illustrato i principali obiettivi della rigenerazione sostenibile delle aree produttive, il testo richiama i tre strumenti che, nel tempo, sono stati determinanti per la loro costruzione: le zone D della zonizzazione; i pip, Piani per gli Insediamenti Produttivi; le apea, Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate. L'articolo riflette quindi sulla necessità di nuovi strumenti contestualizzati, multidimensionali e multiattoriali, capaci di inserire la riqualificazione delle aree produttive in progetti e programmi adattivi nel tempo.
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Musarra, Gabriella. "Una nuova dialettica tra il piano e il progetto: i grandi progetti urbani." ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI, no. 104 (October 2012): 51–73. http://dx.doi.org/10.3280/asur2012-104004.

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Abstract:
In risposta ai cambiamenti in corso nei sistemi insediativi e soprattutto alle modifiche che la societŕ manifesta, negli anni Novanta č stato possibile registrare un crescente cambiamento delle politiche urbane; ai problemi di qualitŕ della vita urbana, di deficit infrastrutturale e di servizi, le amministrazioni si trovano a dovere affrontare nuovi problemi che vanno dalla trasformazione della struttura economica delle cittŕ, al rilancio delle cittŕ e della loro capacitŕ attrattiva, al coinvolgimento di nuovi operatori economici e al reperimento di nuove risorse finanziarie per la trasformazione di essa. La riqualificazione nasce, quindi, non solo come azione di recupero e miglioramento dell'esistente, ma anche e soprattutto come processo di innovazione delle tecniche di intervento, delle modalitŕ di progettazione, delle politiche, delle forme di cooperazione e di coinvolgimento delle forze sociali. Nell'ambito delle strategie messe in campo dalle cittŕ per migliorare il proprio posizionamento competitivo, giocano un ruolo particolare i "Grandi Progetti", necessari a formulare programmi di ristrutturazione urbanistica e rigenerazione economica. Il progetto urbano, cosě inteso, non č né un piano urbanistico, né un progetto architettonico. Č uno strumento pragmatico che offre la possibilitŕ di operativitŕ immediata, un modo di intervento che investe gli strumenti di pianificazione e di progettazione e che si adatta ai gradi di certezza o di incertezza del contesto.
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Bottero, Marta, Caterina Caprioli, Giulia Datola, Alessandra Oppio, and Francesca Torrieri. "Regeneration of Rogoredo railway: a combined approach using multi-criteria and financial analysis [Un approccio integrato per la rigenerazione dello scalo ferroviario di Rogoredo]." Valori e Valutazioni 31 (February 2023): 89–102. http://dx.doi.org/10.48264/vvsiev-20223107.

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Abstract:
Abandoned areas such as neglected railways and urban voids represent a suitable opportunity for the regeneration and requalification of cities, according to the paradigms of sustainability and resilience. Urban transformation and urban regeneration processes are characterized by a high level of complexity, a dynamic behavior over time and interactions between the various actors involved in the process. Within this context, the present paper proposes the application of a combined evaluation framework, based on the integration of Multi-Criteria Decision Analysis (MCDA) with a Financial Analysis (FA) to assess different strategic scenarios for the regeneration of the Rogoredo railways area (Milan, Italy). The purpose of this framework is to take into account the complexity of the decision- making process, considering both the qualitative (social and environmental) and quantitative (economic- financial) aspects. In detail, the railway yards in the Rogoredo area in Milan (Italy) represent an emblematic case. The city of Milan, within the Territory Governance Plan (PGT), has already proposed interventions in this site aimed at reconnecting the infrastructural node and making it an attractive and inclusive pole. The present paper demonstrates the usefulness of evaluation procedures in supporting the entire decision-making process and defining the most suitable scenario considering the initial objective and the stakeholders’ interests. The innovative value provided by this application is represented precisely by the possibility of considering both the developer point of view through FA and the broader public perspective through the support of MCDA. This approach allowed to build and evaluate transformation scenarios capable of both attracting potential investors and promoting sustainable mobility models, social inclusion, eco-sustainable development, improvement of environmental quality through the design of new public areas, green spaces, and services for citizens. I vuoti urbani, quali ex aree industriali ed ex scali ferro- viari, rappresentano oggi un’importante occasione di riconversione delle città, nell’ottica di uno sviluppo in chiave sostenibile, resiliente e circolare. Tuttavia, gli interventi di trasformazione e rigenerazione urbana sono caratterizzati da un elevato grado di complessità e dinamicità, così come da un’elevata interazione tra le diverse componenti urbane, quali gli aspetti economici, ambientali, sociali e tra i diversi attori coinvolti nel processo. In questo contesto, l’approccio metodologico proposto nel presente contributo combina le Analisi- Multicriteri (AMC) con l’analisi Analisi Finanziaria (AF). Questo modello permette di analizzare e supportare il processo decisionale nella sua complessità, considerando sia gli aspetti qualitativi (sociali e ambientali) sia quelli quantitativi (economico- finanziari). Il caso degli scali ferroviari dell’area di Rogoredo a Milano (Italia) rap- presenta un caso emblematico. La stessa città di Milano, già all’interno del Piano di Governo del Territorio (PGT), propone interventi volti alla riconnessione di questo nodo infrastrutturale per renderlo un polo attrattivo e inclusivo. L’obiettivo di questo contributo è quello di applicare le AMC con l’AF per la valutazione di scenari alternativi, volti alla riqualificazione dell’ex scalo ferroviario di Rogoredo. La valutazione diventa, quindi, parte integrante dell’intero processo decisionale, supportandone tutte le fasi, da quella iniziale fino alla definizione dello scenario più idoneo agli obiettivi prefissati e agli interessi degli stakeholder coinvolti. Il valore aggiunto fornito dalla presente applicazione è rappresentato proprio dalla possibilità di considerare sia il punto di vista degli investitori, attraverso l’AF, sia la più ampia prospettiva pubblica, attraverso il supporto delle AMC. In questo modo è stato possibile costruire e valutare scenari di trasformazione in grado di attrarre possibili investitori e al tempo stesso capaci di promuovere modelli di mobilita sostenibile, forme di inclusione sociale, sviluppo eco-sostenibile, miglioramento della qualità ambientale, attraverso la progettazione di nuove aree pubbliche, spazi verdi e servizi per i cittadini. In questo processo, la valutazione assume un ruolo essenziale in quanto consente di mettere in luce i diversi obiettivi perseguiti dall’intervento di rigenerazione e le loro eventuali conflittualità. Inoltre, la loro identificazione può supportare la definizione di scenari alternativi di sviluppo, rendendo partecipati sia il processo progettuale sia quello decisionale.
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Tagliagambe, Silvano. "Strategie per la riqualificazione urbana." TERRITORIO, no. 56 (March 2011): 7–13. http://dx.doi.org/10.3280/tr2011-056001.

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Abstract:
Di fronte alla crisi dell'urbanistica razional-comprensiva, intesa come di passaggio lineare dalla pianificazione all'attuazione, č opportuno riferirsi al pensiero di Musil e Wittegenstein. Entrambi riflettono sulla connessione tra eventi e sulla concatenazione tra ‘cose', non dominate da alcuna legge; la lettura della realtŕ che ne emerge č quella di un patchwork di microcosmi, frutto di risposte parziali e di rappresentazioni alternative degli stati di cose. Lavorare sull'idea di progetto, significa operare sulle categorie a cui essa č principalmente incardinata, quelle di spazio e di tempo, in modo di produrre piů immagini possibili secondo l'approccio concettuale proposto da Florenskij. A partire dalla distinzione tra spazio e spazialitŕ, occorre pensare lo spazio in tutte le sue possibili modalitŕ e tipologie, mettendo in evidenza la sua ‘condizione di possibilitŕ' attraverso una rinnovata percezione degli insediamenti urbani.
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Mantovani, Francesca. "Cittŕ, sostenibilitŕ e riqualificazione urbana." SOCIOLOGIA URBANA E RURALE, no. 99 (November 2012): 152–61. http://dx.doi.org/10.3280/sur2012-099012.

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Abstract:
Il contributo tocca alcuni aspetti della sostenibilitŕ urbana partendo dall'intreccio problematico con il consumo di suolo. Si riportano alcune esperienze su sistemi abitativi ecocompatibili, nonché esperienze sul consumo di suolo che pongono come prioritŕ il recupero e la riqualificazione dell'esistente. Ogni progetto di intervento sul territorio non deve disperdere ma preservare il patrimonio di relazioni e vita collettiva che costituisce "l'insostituibile capitale sociale di una cittŕ".
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Colleoni, Matteo. "Mobilità e rigenerazione urbana." SOCIOLOGIA URBANA E RURALE, no. 128 (July 2022): 27–36. http://dx.doi.org/10.3280/sur2022-128003.

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Abstract:
Le città sono sempre più interessate da interventi nei quali la rigenerazione urbana è perseguita attraverso provvedimenti che interessano la mobilità. Originariamente collocati nelle politiche per la mobilità, questi provvedimenti sono sempre più associati al vasto ambito delle politiche di rigenerazione per migliorare la qualità e a ridare valore ad uno spazio pubblico ridotto a mero luogo di attraversamento e sosta dei veicoli motorizzati. La crescente attenzione alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile ha poi contribuito a promuovere la lettura ecologica dell'ambiente urbano, nella sua accezione di sistema integrato di risorse umane e naturali. Il saggio ne affronta il tema soffermandosi nella prima parte sulla relazione tra morfologia urbana e aumento della mobilità veicolare e nella seconda sulle politiche di rigenerazione condotte attraverso gli interventi per la mobilità sostenibile.
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Trentanovi, Giovanni, Giuseppe Segno, Thomas Campagnaro, Paolo Semenzato, and Tommaso Sitzia. "Boschi selvatici, occasione di rigenerazione urbana." TERRITORIO, no. 89 (November 2019): 130–37. http://dx.doi.org/10.3280/tr2019-089017.

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Pencarelli, Tonino, and Fabio Valerio Bartolazzi. "Esperienze italiane di centri commerciali naturali: sfide strategiche e manageriali per la riqualificazione urbana." MERCATI & COMPETITIVITÀ, no. 4 (December 2011): 23–44. http://dx.doi.org/10.3280/mc2011-004004.

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Abstract:
La diffusa crisi del piccolo commercio nei centri urbani italiani sta imponendo alle cittÀ la ricerca di modelli diinnovativi, in grado di tracciare uno sviluppo strategico ed integrato dell'offerta turistica, commerciale e culturale dell'area. In risposta a questa necessitÀ, negli ultimi anni si stanno diffondendo in molti Comuni italiani dei modelli di riqualificazione urbana, identificati nei cosiddetti. Il presente lavoro propone una, allo scopo di comparare i casi osservati rispetto ad alcune dimensioni "chiave". Lo studio evidenzia le aree di criticitÀ nella gestione dei CCN, che rappresentano altrettante sfide strategiche e manageriali necessarie ai CCN italiani (esistenti o in fase di costituzione) per favorire l'equilibrio competitivo, economico e sociale duraturo dei progetti, nell'ambito del piů ampio obiettivo di riqualificazione urbana.
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Annese, Mariella. "Gli effetti della rigenerazione pre-pandemica nella risposta alla crisi. Il caso pugliese." ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE, no. 3 (January 2022): 61–76. http://dx.doi.org/10.3280/es2021-003005.

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Abstract:
A valle dell'esperienza condotta con gli strumenti multisettoriali complessi (Pirp), nel 2008 la Regione Puglia si e` dotata di una legge regionale sulla rigenerazione urbana. A partire da questo strumento normativo e utilizzando risorse europee (PO Fesr 2007- 2013, Por Fesr- Fse 2014-2020), rispettivamente nel 2011 e nel 2017 e` stato dato il via alla prima e alla seconda stagione della rigenerazione urbana, orientata in entrambi i casi sia alla scala urbana che terri-toriale. Dopo circa 15 anni di esperienza acquisita sul tema, nell'attesa che si concludano le operazioni riferite ai finanziamenti stanziati nel 2017 e siano noti i dati ufficiali, delineando gli aspetti più significativi e rilevanti di queste due stagioni della rigenerazione pugliese, il lavoro tenta di avanzare alcune riflessioni, problematizzando le questioni irrisolte e delineando prospettive per l'azione. Si vuole cosi` provare a verificare se le politiche urbane innovative pre-pandemiche che hanno cercato di lavorare nel solco della sostenibilità urbana siano state in grado di anticipare le risposte rispondendo alle sfide poste dai rischi globali, valorizzando i temi del radicamento territoriale, della accessibilità, della inclusione delle comunità.
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Capriotti, Paola, and Angela Santangelo. "Rigenerare e abitare. Il ruolo delle Aziende casa nel quadro delle norme regionali." ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI, no. 130 (March 2021): 53–77. http://dx.doi.org/10.3280/asur2021-130004.

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Abstract:
Il contributo indaga il rapporto tra la rigenerazione urbana e l'abitare accessibile. Per farlo considera, da un lato, le leggi regionali per il governo del territorio e il modo in cui mettono in relazione tra loro l'edilizia residenziale sociale e la rigenerazione urbana; dall'altro, il pe-rimetro di azione concesso alle Aziende casa secondo le leggi regionali che le hanno istitui-te. In assenza di una strategia nazionale, il lavoro contribuisce alla riflessione sul ruolo che le Aziende possono assumere nei processi rigenerativi.
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Dissertations / Theses on the topic "Riqualificazione e rigenerazione urbana"

1

Minguzzi, Martina <1989&gt. "Dalla riqualificazione architettonica alla rigenerazione urbana: il caso del Sant'Agostino di Modena." Master's Degree Thesis, Università Ca' Foscari Venezia, 2013. http://hdl.handle.net/10579/3797.

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Abstract:
La presenza di edifici e strutture la cui funzione originaria è obsoleta, o delocalizzata rispetto al centro storico cittadino, è al giorno d'oggi una realtà diffusa a livello nazionale ed internazionale. In questa tesi tale situazione viene affrontata analizzando la convincente risposta al problema data dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nei confronti dell'Ex Ospedale Sant'Agostino: futuro Polo Culturale modenese ricavato all'interno dell'Ospedale settecentesco. Partendo da un preambolo teorico in cui si analizzano le motivazioni e il giusto approccio con cui affrontare una riqualificazione architettonica, si sottolinea l'importanza che essa avrà a livello di rigenerazione urbana. Analizzando la Carta Europea del Restauro di Amsterdam (1975) e soffermandosi sull’importante concetto ivi introdotto di conservazione integrata, si descrive nello specifico come le azioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena siano in linea con tali principi, fino ad arrivare ad un'analisi dell'ambiente circostante. Come la città ha accolto il progetto, perché la sua collaborazione è strettamente necessaria affinché un'iniziativa come quella del Polo Culturale Sant'Agostino sia efficiente e strategicamente rilevante per la città, intesa come organismo pulsante nella vita culturale e sociale dei cittadini. Il caso studio preso in esame è tutt’ora in fase di sviluppo, ma i contenuti sviluppati e le azioni intraprese ad oggi dimostrano ampiamente come esso possa essere preso ad esempio a livello nazionale, sia dal punto di vista della vista della valorizzazione del patrimonio architettonico e del territorio, sia dal punto di vista gestionale; l’adeguamento architettonico della struttura infatti non sarebbe sufficiente a garantirne il successo, se non fosse per una nuova funzionalità data all’edificio grazie all’accorpamento di differenti strutture: universitarie, commerciali, museali, e non solo.
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Baldelli, Simona, and Lisa Baldi. "Rigenerazione e collettività: progetto di riqualificazione urbana per l'ex caserma Piave a Padova." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2018.

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Abstract:
Obiettivo principale del progetto proposto è quello di ricostruire un luogo urbano che si riallaccia alla città, ovvero restituire ad essa un'area che per molto tempo è stata chiusa alla sua vista e alla vita attiva dei suoi abitanti. Il progetto si sviluppa attorno ad un'ampia corte verde mediante operazioni di rigenerazione dell'edificato esistente e costruzioni di nuovi fabbricati urbani. Tema progettuale fondamentale è quello del campus universitario legato alla vita collettiva.
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Pederzoli, Gian Luca. "Rigenerazione e Wellbeing: riqualificazione urbana per il benessere del cittadino. Focus Quartiere Navile." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2019.

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Abstract:
Nella vita di tutti i giorni conduciamo una vita immersa nel grigio delle strade e nella velocità degli spostamenti. Diventiamo una mera figura qualunque, senza identità e perdiamo di vista la nostra vera natura. Le metropoli ci costringono a rimanere ingabbiati in trappole sociali, dimenticando ciò che per noi è davvero importante, trascinando l’intera popolazione verso un declino dello stile di vita e del benessere. Le complicanze derivate da queste dinamiche urbane, ci hanno costretto ad abbandonare ciò che è stato nella nostra storia l’ habitat principale: l’ambiente naturale. Milioni di studi hanno ribadito l’importanza di trascorrere del tempo a contatto con la natura, fornendo dati scientifici che attestano effetti positivi sul corpo ma soprattutto sulla mente. Attraverso l’analisi della letteratura, si cerca di creare delle linee guida che mettano al primo posto il benessere dell’uomo-cittadino, con il preciso scopo di fornire una boccata d’ossigeno e un momento di evasione dallo stress ossidativo quotidiano. Risulta fondamentale indagare le criticità nella vita del cittadino, soprattutto nel rapporto tra ambiente costruito e ambiente naturale, differenziando l’investigazione, coerentemente con l’eterogeneità della popolazione. L’obiettivo è creazione di uno spazio comunitario che possa alleviare le dinamiche feroci che stanno rendendo la vita in città sempre più difficile. Oggi la necessità principale diventa rigenerare, rinascere e ricordare quello che eravamo, considerando un nuovo panorama di tecnologie che, anche se colpevole di questo smarrimento di identità, può aiutare nella riuscita del progetto. La tesi, partendo dalla proposta europea del progetto H2020, si prefigge di ricongiungere l’ambiente naturale e l’uomo all’interno del paradigma urbano, e grazie alla conoscenza approfondita del territorio e della popolazione, si propone di progettare nuove aree verdi urbane e riqualificare il patrimonio naturale esistente.
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Monti, Beatrice, and Giovanni Belicchi. "Rigenerazione urbana. Riqualificazione di un'area di residenza sociale nel centro storico di Forli." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2014. http://amslaurea.unibo.it/6884/.

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Abstract:
La Tesi affronta il tema della rigenerazione di un comparto urbano localizzato a ridosso del centro storico di Forlì. Coerentemente con le indicazioni dell’Amministrazione comunale, obiettivo dell’intervento è l’adeguamento degli edifici esistenti agli standard funzionali ed energetici e la rivitalizzazione dell’isolato, tramite nuove edificazioni e il riordino della viabilità, del verde e degli spazi pubblici. Della preesistenza più rilevante presente nel comparto, un edificio residenziale realizzato tra le due guerre è stata progettata la riqualificazione, preferendola alla ricostruzione per il valore testimoniale del manufatto e il più favorevole bilancio ambientale. Gli interventi di miglioramento si sono posti il limite di non snaturare i caratteri formali e la fisionomia strutturale dell’edificio, ma di aumentarne i livelli di comfort e l’efficienza energetica, puntando a rientrare in classe “A” secondo la classificazione dell’Emilia Romagna. A scala urbana il progetto propone la riqualificazione dell’intero isolato con l’obiettivo di rivitalizzarlo e di rivalutare la sua presenza all’interno del centro storico. Nonostante la sua favorevole collocazione, l’isolato vive una situazione di marginalizzazione, a causa dello scarso mix funzionale delle attività che ospita, della presenza di edifici incongrui e parzialmente abbandonati e della scarsa permeabilità verso l’esterno, che lo fanno percepire come una zona non sicura e ne abbattono i valori immobiliari. Per raggiungere l’obiettivo, il progetto è intervenuto sull’assetto della viabilità, dei parcheggi, degli spazi pubblici e del verde, puntando alla ricucitura del tessuto urbano con le preesistenze. Queste azioni hanno implicato la demolizione di manufatti di scarso pregio e la progettazione di nuovi edifici, condotta con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Il progetto approfondisce la riqualificazione di un edificio esistente e la definizione di un nuovo intervento residenziale, ma investe anche il contesto urbano, considerando contemporaneamente i diversi aspetti ambientali, sociali e architettonici in modo coordinato e coerente alle diverse scale progettuali.
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Tiddia, Michela. "Riqualificazione dei tessuti urbani." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2016. http://amslaurea.unibo.it/10111/.

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Baiocchi, Tommaso. "Saxa Hub Riqualificazione di Palazzo Sassatelli-Monsignani per la rigenerazione urbana della città di Imola." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2019.

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Abstract:
Nel cuore del centro storico di Imola, affacciato alla via Emilia e poco distante dalla via Appia, che conduce alla stazione centrale, si trova un palazzo, che da svariati secoli caratterizza la cittadina imolese: Palazzo Sassatelli-Monsignani. Il complesso, che più volte ha subito alterazioni architettoniche e urbanistiche, oggi è estremamente frazionato nei suoi spazi interni. Cercando di valorizzare gli aspetti culturali, sociali ed economici, SAXA HUB, progetto di riqualificazione del palazzo, si ripropone di rendere Palazzo Sassatelli un nodo cittadino strategico, rafforzando l’identità del luogo, la permeabilità visiva e le connessioni tra la via Emilia e la piazza del Duomo. Al tempo stesso si vogliono creare opportunità di integrazione tra i cittadini, mediante luoghi che non siano solo di passaggio, ma che creino situazioni di socialità e relax, per riscoprire l’importanza della dimensione collettiva della città.
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Guidalotti, Ilaria. "Ostinazione urbana. Esperienze, indirizzi e strumenti per i processi di rigenerazione urbana integrata." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2017.

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Abstract:
Per riappropriarsi di sé, una città-territorio ha bisogno di un percorso interdisciplinare ed integrato di rigenerazione, funzionale allo sviluppo futuro dell’area. Molti dei tentativi effettuati sono falliti a causa della complessità delle problematiche da affrontare. L’alternativa al fallimento è un cambio di prospettiva: l’approccio alla rigenerazione urbana risulta sempre più diffuso tra chi si occupa di dinamiche orientate al cambiamento. Sono tanti i modi in cui si potrebbe affrontare la transizione dalla recente crisi economica. Uno di questi è farsi portatori dell’Ostinazione urbana: la capacità di cercare con convinzione una logica sartoriale e non stancarsi di esplorare insieme a mercato, operatori e istituzioni delle vie possibili per il rinnovamento urbano. Dallo studio sulla rigenerazione è nato questo lavoro, che vuole offrire uno sguardo multidisciplinare sullo stato dell’arte e della pratica della rigenerazione in Italia. Nella Parte Zero si introducono: scenario di riferimento, questione urbana e i concetti/slogan abusati ad essa associati. Nella Parte Prima si definisce la rigenerazione urbana, tracciandone una carta di identità. Con la Parte Seconda si illustrano evidenze e numeri chiave che riguardano il patrimonio immobiliare italiano, la domanda, l’offerta e i nuovi strumenti finanziari. All’interno della Parte Terza, si indaga lo stato dell’arte della rigenerazione attraverso un sistema di interviste ai suoi diversi attori allo scopo di delineare un inquadramento della situazione attuale. Le schede presentate nella Parte Quarta raccontano esperienze e processi di sviluppo, che ruotano attorno a territori-città italiane: piccole-medie città, rappresentative della maggioranza delle realtà urbane italiane. Nella Parte Quinta, infine, vengono alla luce alcuni indirizzi e strumenti di sviluppo nascosti tra le righe dei processi-esperienze presentati nella parte quarta.
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Bellosi, Maria Giulia, and Gabriele Berti. "Osmosis Theme Park: piano per la rigenerazione urbana della ex discarica di Küçükçekmece ad Istanbul." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2013. http://amslaurea.unibo.it/5191/.

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Abstract:
Questa tesi di laurea nasce dall’approfondimento del progetto che abbiamo sviluppato nel laboratorio di progettazione architettonica frequentato presso la Middle East Technical University, METU, di Ankara, Turchia, durante l’anno accademico 2011-12. La prima parte del corso, tenuto dai professori S. Özkan e Z. Mennan, consisteva nello studio e analisi critica dei progetti in concorso per il bando “Istanbul Theme Park” e nella riproposizione, da presentare a gruppi, di uno dei masterplan studiati, con le modifiche ritenute necessarie a fronte delle considerazioni fatte e di nuove idee progettuali. Lo step successivo è stato quello di approfondire individualmente la progettazione architettonica di un area di almeno 100.000 mq in scala 1:500 e di un edificio in dettaglio 1:200. Date le tempistiche molto ridotte del corso, che si completava in tredici settimane, abbiamo scelto di continuare il lavoro e approfondire, con l’aiuto della prof.ssa V. Orioli e dell’arch. E. Brighi, l’elaborazione del masterplan arrivando ad una definizione maggiore di tutta l’area e non solamente delle aree di interesse approfondite durante la permanenza in Turchia. Il progetto presentato è quindi il frutto di un anno di lavoro sulla riqualificazione di un area di 150 ettari precedentemente adibita a discarica, situata nella parte occidentale di Istanbul. L’obiettivo che abbiamo perseguito è stato quello di ricreare nella periferia della metropoli turca uno stralcio di città con caratteri più “europei”, comprendendo in un solo grande ambito di progetto tutte le funzioni necessarie alla vita di un quartiere cittadino ma anche le grandi strutture attrattive richieste dal concorso. Durante il nostro percorso abbiamo cercato anche di non perdere di vista il contesto in cui lavoravamo e le abitudini della società turca con cui ci andavamo a confrontare. Nonostante la forte occidentalizzazione delle zone ricche delle grandi città come Istanbul, Ankara e Izmir, gli stili di vita europeo e turco sono fondamentalmente differenti e progettare una città, o uno stralcio di essa, per un popolo diverso necessita la conoscenza dei suoi valori fondamentali e delle abitudini che ne scandiscono le giornate.
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Dellapasqua, Martina, and Eleonora Savini. "INCREMENTAL SETTLEMENT Progetto di rigenerazione urbana di un insediamento informale nell'area Walkeshwar a Mumbai." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2018. http://amslaurea.unibo.it/17004/.

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Abstract:
L’area d’intervento si trova a Mumbai, a sud di Malabar Hill, è compresa tra il Mar Arabico e un’antica cisterna sacra denominata Banganga Tank ed è interessata dalla presenza di un insediamento informale ad alta densità. La tesi ha permesso il confronto con un problema diffuso che caratterizza le aree urbane e suburbane dell’India, ovvero la presenza di insediamenti informali sorti all’interno del tessuto consolidato della città, privi dei servizi primari e delle condizioni igieniche essenziali. Per approfondire la conoscenza dell’area sono state effettuati dei sopralluoghi mirati sull’area di progetto e sono state studiate e visitate alcune città e architetture indiane appartenenti prevalentemente all’area nord-occidentale del paese. La riflessione progettuale sarà focalizzata sulla relazione tra residenze e spazio pubblico, più precisamente il progetto si mira a tracciare delle linee guida generali per il rinnovamento dei caratteri identitari del luogo, relazionati al monumento sacro preesistente, la cisterna del Banganga. Il progetto propone pertanto la ridefinizione del disegno del sistema urbano, insieme a un piano per lo sviluppo di soluzioni puntuali orientate alla riorganizzazione delle residenze e degli spazi pubblici, in accordo con le necessità delle comunità di abitanti attualmente insediati, attraverso un processo di gestione della realizzazione del progetto in fasi successive. Esso mira quindi alla valorizzazione delle preesistenze architettoniche, importante patrimonio per la città di Mumbai, proponendo un processo di pianificazione per fasi orientato a definire delle strategie d'intervento finalizzate alla rigenerazione del tessuto informale e dello spazio pubblico.
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Belloni, Serena, and Stefania Pirini. "Super. Soluzioni per la riqualificazione urbana e il miglioramento prestazionale di un complesso di edilizia residenziale pubblica a Bologna, quartiere bolognina." Master's thesis, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, 2016. http://amslaurea.unibo.it/10002/.

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Abstract:
Il progetto di questa tesi affronta le tematiche relative agli interventi di riqualificazione, adeguamento e rigenerazione urbana di un edificio residenziale di 15 unità abitative situato nella zona della Bolognina in Via Tibaldi. Le condizioni di vetustà dell’edificato e l’evoluzione economico sociale del quartiere hanno portato negli anni all’insorgere di nuove situazioni di criticità. Si sono riscontrati problemi relativi alle dimensioni degli alloggi (troppo grandi per le esigenze dei nuovi nuclei familiari), ai bassi livelli di comfort interni (rapporti illuminanti non rispettati e dimensioni dei vani non confacenti a normativa), all’accessibilità (vano ascensore inefficiente) e alla bassa efficienza energetica, che produce elevati costi di esercizio. L’analisi degli spazi esterni invece ha evidenziato uno stato di abbandono della corte, caratterizzata dalla disorganizzazione dei percorsi e delle aree verdi oltre a una carenza del numero di posti auto necessari agli abitanti dell’isolato. L’obiettivo che si pone la tesi è quello di adeguare l’area alle nuove esigenze dell’utenza e di migliorare gli standard qualitativi dell’edificato, considerando la fattibilità dell’intervento e ipotizzando misure che si pongano in alternativa ad una demolizione completa dell’edificio. Inoltre, le soluzioni proposte sono state studiate in modo da poter essere applicate non solo sul caso studio, ma anche sull’intero isolato, in un’ottica di riqualificazione urbana.Per gli spazi interni, le scelte adottate riguardano la demolizione e ricostruzione puntuali delle murature non portanti o collaboranti e l’ampliamento delle superfici finestrate, conformando a normativa i vani degli alloggi, dotandoli di una maggior superficie utile e riducendo la condizione di discomfort luminoso interno. La stessa strategia è stata adottata anche per ridefinire e diversificare il taglio degli alloggi. Infine per migliorare l’accessibilità all’edificio e agli alloggi le soluzioni prevedono l’inserimento un sistema loggiato per rendere raggiungibili direttamente dal vano ascensore preesistente, che presentava uno sbarco solo interpiano, due appartamenti per piano (dal primo al quarto). Per raggiungere invece le unità abitative collocate nel piano rialzato si è previsto di innalzare la quota del terreno fino all’altezza della soglia di ingresso ai vani. Parallelamente ci si è occupati della riprogettazione degli spazi esterni, optando per un’azione a scala urbana. La riorganizzazione delle aree è avvenuta attraverso l’inserimento di nuovi percorsi pedonali di collegamento all’edificato e mediante la progettazione e riqualificazione di spazi per la socializzazione. Infine, per arginare le problematiche relative al fabbisogno di parcheggi, si è agito diversificando e ponendo su livelli differenti la viabilità carrabile e gli spazi verdi attraverso l’inserimento di un parcheggio seminterrato.
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Books on the topic "Riqualificazione e rigenerazione urbana"

1

Musco, Francesco. Rigenerazione urbana e sostenibilità. Milano, Italy: FrancoAngeli, 2009.

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2

Pellizzari, Silvia. 10 progetti di rigenerazione urbana. Padova: CLEUP, 2019.

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3

La rigenerazione urbana alla prova. Milano, Italy: FrancoAngeli, 2015.

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4

Pingitore, Luigi. Cosenza tra rigenerazione urbana e sostenibilità. Roma: Gangemi editore SpA international, 2021.

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5

Celeghini, Genny. Polesella ritrovata: Esercizi di rigenerazione urbana. Roma: Officina, 2012.

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6

Italy) Re-Live 2019 (Workshop) (2019 Milan. Progettare in vivo la rigenerazione urbana. Santarcangelo di Romagna (RN): Maggioli editore, 2020.

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7

Andrea, Boeri, ed. Paesaggi periferici: Strategie di rigenerazione urbana. Macerata: Quodlibet, 2013.

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8

Giovanni, Manfredini, ed. La progettazione architettonica nella riqualificazione urbana. Firenze: Alinea, 2006.

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9

Trasformazione, innovazione, riqualificazione urbana in Italia. Milano: FrancoAngeli, 2001.

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10

Varra, Giovanni La. Architettura della rigenerazione urbana: Progetti, tentativi, strategie. Udine: Forum, 2016.

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Book chapters on the topic "Riqualificazione e rigenerazione urbana"

1

Capuano, Alessandra. "Università e riqualificazione urbana." In #CURACITTÀ ROMA, 17–27. Quodlibet, 2020. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv1cdxg13.5.

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2

Musco, Francesco. "Resilienza e rigenerazione urbana." In 40 PAROLE PER LA CURA DELLA CITTÀ, 201–6. Quodlibet, 2021. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv2gz3xs3.41.

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3

Busacca, Maurizio, and Roberto Paladini. "1 • Le politiche di rigenerazione urbana." In Collaboration Age. Venice: Fondazione Università Ca’ Foscari, 2020. http://dx.doi.org/10.30687/978-88-6969-424-0/003.

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4

Faraone, Claudia, and Michelangelo Savino. "Rigenerazione urbana e produzione in Veneto." In Città e lavoro, 199–202. Quodlibet, 2021. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv2gz3xhz.21.

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5

Busacca, Maurizio, and Roberto Paladini. "3 • Esperienze di rigenerazione urbana a confronto." In Collaboration Age. Venice: Fondazione Università Ca’ Foscari, 2020. http://dx.doi.org/10.30687/978-88-6969-424-0/005.

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6

Gambarotto, Francesca, and Giulio Pedrini. "Quali economie di agglomerazione per la rigenerazione urbana." In Città e lavoro, 196–98. Quodlibet, 2021. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv2gz3xhz.20.

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7

Cognetti, Francesca. "La rigenerazione urbana come leva in contesti marginali." In Periferie del cambiamento, 154–62. Quodlibet, 2020. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv19qmcg9.12.

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8

Di Giovanni, Andrea. "Urbanistica, rigenerazione urbana e periferie metropolitane private multiculturali." In Un quartiere mondo, 143–46. Quodlibet, 2022. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctv360nqrk.22.

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9

Mucilli, Fabio. "Rigenerazione urbana e paesaggio. Il caso di San Severo." In Sapere l’Europa, sapere d’Europa. Venice: Fondazione Università Ca’ Foscari, 2021. http://dx.doi.org/10.30687/978-88-6969-562-9/032.

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Abstract:
The Municipality of San Severo has implemented the Regional Territorial Landscape Plan of Apulia at local level through a participatory process that, with the contribution of literature (poetry in particular), has involved experts, designers, teenagers, as well as associations operating in cultural, social, environmental and productive fields. Through the adaptation of the General Urban Plan to the PPTR, the implementation at local level of the Territorial Projects constituting the Strategic Scenario of the Regional Plan and the improvement of the governance tools aimed at involving the city and the territory, the contents and the methodology of the Mosaic Charter emerged as a strategy of protection and valorisation of the “Mosaic of San Severo”, that aims at identifying the territory.
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10

Damiano, Stefano. "Valorizzazione del Terzo paesaggio come strumento di rigenerazione urbana:." In Del prendersi cura, 137–46. Quodlibet, 2020. http://dx.doi.org/10.2307/j.ctvvb7n5g.15.

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Conference papers on the topic "Riqualificazione e rigenerazione urbana"

1

Cerasoli, Mario. "Rigenerazione e centralità urbane vs sprawl." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7949.

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Abstract:
Le aree urbane centrali, storiche e non, hanno dimostrato, nell’ultimo quindicennio, una straordinaria vitalità e una sorprendente capacità di mettere in atto strategie di rilancio. A dispetto di un annunciato, ma mai verificatosi, declino epocale del proprio ruolo, le realtà urbane continuano a presentarsi come un luogo privilegiato di crescita economica e di sperimentazione sociale e culturale, e si rivelano oggi autonome protagoniste, inserendosi nei circuiti economici innovativi, attirando dall’esterno nuove risorse, finanziarie ed umane, ed incrementando flussi turistici e culturali. Molte operazioni di riqualificazione di siti industriali e portuali sono state completate, producendo effetti positivi nell’attrazione di nuove attività e di investimenti e benefici in termini di miglioramento della qualità urbana. Nonostante la prefigurazione di realtà in cui la diffusione delle tecnologie telematiche e le forme di produzione e comunicazione immateriale, avrebbero determinato decentramenti e indifferenze localizzative, nelle città si assiste ad una rinnovata concentrazione delle più importanti funzioni politiche, direzionali, strategiche e finanziarie, nonché ad una consolidata importanza delle interazioni face-to-face, che restano un fattore rilevante per la costituzione di reti funzionali ad attività lavorative. Questi temi hanno caratterizzato la Sessione Rigenerazione urbana vs Sprawl. In the last 15 years, central urban areas demonstrated a particular vitality and an amazing capacity to put in place recovery strategies. In spite of an announced, but never happened, epochal decline of their role, urban realities continue to present themselves like a privileged place of economic growth and social and cultural experimentation. They appear as independent protagonists, inserting themselves in innovative economic circuits, attracting new finance and human resource from the outside, increasing tourist and cultural flows. A lot of industrial and port sites renovation have been completed having a positive effect in attracting new activities, investments and improvement of urban quality. In spite of forecasts of a reality in which the broadcast of technologies and immaterial form of production and communication would have led to decentralization and indifference as to localization, inside the city, there is a refocusing of the most important political, strategic, management and financial functions, as well as consolidation of the importance of interactions “face – to – face”, that are a really important factor for the constitution of a new functional network and work activities. These themes have characterized the Session Urban Regeneration vs Sprawl.
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2

Zucchi, Giovanni. "Nuovi dispositivi spaziali per la rigenerazione urbana: il caso studio delle caserme Caretto e Boscariello di Secondigliano a Napoli." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7909.

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Abstract:
Le aree dimesse, veri propri buchi neri nei tessuti urbani, rappresentano un’importante occasione per lo sviluppo delle città da contrapporre ai modelli dello sprawl, intervenendo come nodo centrale del dibattito e della ricerca urbana contemporanea. Bisogna però interrogarsi sulle possibilità del progetto di tali aree, le cui trasformazioni possono avere ricadute enormi sull’assetto della città stravolgendone la geografia e gli stessi rapporti posizionali. Considerare la rigenerazione un modello da contrapporre allo sprawl, necessita innanzitutto un’analisi di quei caratteri che hanno favorito i modelli di diffusione urbana, rendendoli appetibili sia agli investimenti che alle pratiche insediative. Bisogna quindi capire cosa porta una persona a preferire l’outlet alle vie del centro o la villetta suburbana all’appartamento in città. Si delinea così un nuovo modello di spazi per la città, che ibrida le tipologie tipicamente urbane con quelle più contemporanee dello spawl, secondo i dispositivi dinamici e flessibili della rigenerazione urbana. In questo senso si intende proporre il caso studio delle caserme Caretto e Boscariello situate a Napoli nel quartiere di Secondigliano ed oggetto della sperimentazione progettuale da me svolta nell’ambito della tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura presso l’Università Federico II di Napoli. In questa vasta area militare sottoposta a dismissione dalla Variante al piano regolatore,si pensa di collocare un nuovo tessuto urbano che, in un territorio altamente complesso, vuole rappresentare una nuova forma di centralità urbana capace di riattivare l’intera periferia Nord di Napoli.
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3

Lecardane, Renzo, and Zeila Tesoriere. "Patrimonio militare e progetti di rigenerazione urbana: l’infrastruttura bellica dell’Atlantic Wall e di Saint-Nazaire." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7908.

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Abstract:
Nel 2010, la base sottomarina di Saint-Nazaire è stata dichiarata «Patrimonio del XX secolo» dal Ministère de la Culture et de la Communnication francese ed è divenuta il simbolo di un nuovo approccio patrimoniale che riconosce il patrimonio materiale e immateriale in tutte le sue forme, non limitandosi soltando al manufatto certificato come monumento. La memoria, i beni materiali o i luoghi poco conosciuti hanno così contribuito a definire una nuova dimensione urbana proiettata verso il futuro. Riferirsi esplicitamente al tema del rapporto tra waterfront e patrimonio militare, attraverso l’esempio di Saint-Nazaire, ci porta a riflettere sul ruolo del progetto urbano nella trasformazione della città contemporanea. Gli stessi principi collegano tale caso di studio a molte altre operazioni di rigenerazione della città europea e, in particolare, delle città portuali francesi. A partire dagli anni ‘80, per far fronte alla crisi del settore industriale, alcune città portuali, tra cui Marsiglia, Le Havre, Saint-Nazaire e Dunkerque, hanno elaborato numerosi studi e progetti sulle loro aree industriali obsolete o abbandonate, al fine di potenziare le attività portuali e di destinare gli spazi resi liberi a nuove attività. Il riconoscimento del valore di risorsa urbana e patrimoniale a tali aree portuali ha consentito di riattivare dinamiche economiche, sociali e spaziali spesso interrotte o in disuso. In 2010 the submarine base in Saint-Nazaire was declared ‘Heritage of the XX century’ by the French Ministère de la Culture et de la Communnication. Thereafter it became the symbol of a new approach related to heritage that recognises the tangible and intangible heritage in all its forms, not only restricted to the artifact acknowledged as a ‘monument’. Remembrance, the material assets or the little known places have thus contributed to defining a new urban dimension projected toward the future. The case of Saint-Nazare, relating clearly to the relationship between waterfront and military heritage, encourages us to meditate on the role of urban design in the transformation of the contemporary city. The same principles connect this case study to several other redevelopment operations in the European city and, in particular, the French port cities. Starting from the '80s, in order to face the crisis in the industrial sector, several port cities, including Marseille, Le Havre, Dunkirk and Saint-Nazaire, produced diverse studies and projects regarding their obsolete or abandoned industrial areas, in order to boost port activities and to allocate the vacant places to new activities. Acknowledgment of the value of these port areas as urban resources (as well as cultural heritage) has consented the regeneration of (often previously interrupted or abandoned) economic, social and spatial activity.
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4

Fedeli, Raul Enzo, and Stefano Magaudda. "Il progetto rewetland: riqualificazione ambientale dell’Agro Pontino attraverso la valorizzazione ricostruzione del paesaggio storico." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.8011.

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Abstract:
Il progetto “Rewetland” (programma LIFE+ 2008 – environment and governance. www.rewetland.eu) prevede la predisposizione di un Programma di Riqualificazione Ambientale (PRA) della Pianura Pontina attraverso la sperimentazione di tecniche di fitodepurazione diffusa. Il PRA si basa sull’analisi approfondita del paesaggio a partire da quello delle bonifiche dei Papi (XV–XVII sec.), fino ad arrivare ai giorni nostri. La finalità dell’analisi del paesaggio è stata quella di ricomporre gli elementi costituenti i diversi ambiti paesaggistici del territorio in quadri unitari, quanto più possibile coerenti al loro interno e confrontabili tra loro per valutarne le qualità paesaggistiche, le trasformazioni avvenute nel tempo o in atto, le necessità di processi di riqualificazione, le potenzialità di assorbire nuovi interventi progettuali. L’utilizzo di strumenti gis è stato indispensabile, sia per individuare le permanenze del paesaggio storico e rurale, sia per definire e valutare i possibili scenari di intervento. Le azioni, i progetti e gli interventi del PRA riguardano la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e la realizzazione di aree umide ed ecosistemi filtro e favoriscono l’attivazione di buone pratiche non solo per la gestione dei canali della bonifica ma anche per quella delle aziende agricole. La metodologia utilizzata ha permesso di interpretare le trasformazioni del paesaggio dell’Agro Pontino e nel contempo progettare interventi e azioni di riqualificazione ambientale che rispondano a molteplici esigenze/obiettivi: il miglioramento della qualità delle acque, il potenziamento della rete ecologica e della biodiversità, la rigenerazione dei paesaggi tipici delle zone umide (re-wetland) che rappresentano la memoria del territorio. "Rewetland" project (LIFE+ 2008 - environment and governance. www.rewetland.eu) requires the preparation of an Programma di Riqualificazione Ambientale (PRA) of the Pontine Plain through experimentation with techniques of widespread phytoremediation. The PRA is based on a thorough analysis of the landscape from those of the reclamation of the Popes (XV -XVII cent.), up to the present day. The aim of the landscape analysis has been to reconstruct the elements making up the different areas of the local landscape into unified framework, as much as possible internally coherent and comparable to each other in order to assess the quality of the landscape, the changes through time or now being implemented, the necessity of regeneration processes, the potentialities to absorb new project interventions. GIS software tools have been essential, both to identify the permanence of the historic and rural landscape, and to define and evaluate the possible intervention scenarios. PRA actions, projects and interventions regard the renaturalization of waterways and the creation of wetlands and ecosystem filters and promote the activation of good practices not only for the management of the drainage channels but also for the farms. The methodology used allowed us to read the changes in the landscape of the Pontine Plain and at the same time to design interventions and actions that respond to multiple environmental restoration needs and objectives: improvement of water quality, enhancement of biodiversity and the ecological network, regeneration of the typical landscapes of wetlands (re-wetland) that represent the memory of territory.
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Di Giacomo, Tullia Valeria. "Riconnettere i percorsi della memoria per valorizzare e salvaguardare: la riqualificazione del corridoio fluviale dell’Aniene." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7968.

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Abstract:
I territori attuali, spesso frammentati dal crescente e incontrollato consumo di suolo hanno bisogno di una pianificazione che ristabilisca la continuità dei luoghi contribuendo a tessere nuove relazioni, intese come legami fisici o immateriali, ed eventualmente ricostruire preesistenti legami di senso depauperati o eliminati. Come mostrato dal crescente uso dei moderni strumenti di comunicazione che altro non fanno che creare delle reti per facilitare la comunicazione e il collegamento tra persone nello spazio digitale, allo stesso modo rimane evidente la necessità di creare delle reti di collegamento nello spazio fisico: collegando i diversi paesi, collegando gli abitanti gli uni agli altri, collegando gli abitanti con il territorio e le sue risorse storiche e ambientali. In misura ancora più marcata, si ritrova l’urgenza di restituire un senso ad alcuni luoghi che hanno subito una trasformazione e una perdita di ruolo, di uso, di cura e quindi di dignità. Il caso di studio si colloca a Roma, lungo il corso del fiume Aniene, nel corridoio fluviale che ancora sopravvive all’aggressione del consumo di suolo e che tuttavia necessita di particolari attenzioni verso la protezione della risorsa ambientale e verso la protezione dai rischi connessi dalla presenza del corso d’acqua a ridosso di zone anche fortemente urbanizzate. L’obiettivo è quello di ricucire la frammentazione urbana e impedire l’ulteriore consumo di suolo lungo questi spazi aperti che sono il risultato di interventi di urbanizzazione, i cosiddetti “vuoti” di risulta, gli SLOAP (Space Left Over After Planning).
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6

Ottaviani, Dorotea. "Il valore della memoria nei processi di riqualificazione dei grandi complessi di edilizia residenziale pubblica." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.8017.

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Abstract:
Come affrontare i processi di riqualificazione quando “il rapporto tra le aree-residenza e elementi primari” non è più alla base della configurazione per tessuti della città e la casa diventa monumentale memoria e gesto rappresentativo dello Stato? Concentrando lo sguardo sul periodo tra gli anni 60' e 70' si rende evidente un intento congiunto delle amministrazioni e degli architetti, attraverso la progettazione di complessi a scala macroscopica, spesso isolati dal contesto classico della città, di creare una visione chiara ed iconica del ruolo assistenzialista dello Stato. Questa stagione, sottolineata da scelte compositive in contrapposizione con la visione “ordinaria” della città e della sua crescita per tessuti, raggiunge la sua massima espressione nel “grande segno” che fa coincidere tipologia architettonica con morfologia urbana e racconta di un’amministrazione che vuole essere il referente diretto per la risoluzione di problematiche sociali e risponde in maniera reattiva e molto rapida alle questioni e alle esigenze poste dalle sue classi più bisognose. Il primo valore da riconoscere ai progetti di questo periodo è di essere stati rappresentativi di vocazioni collettive e di averle riassunte con un gesto progettuale dall'alto valore iconografico. La seconda caratteristica di questa stagione architettonica, continuando a restringere la valutazione ad una constatazione dei fatti scevra di componenti di giudizio, è la sua ampia vocazione ad essere terreno sperimentale sia in ambiti architettonici che urbanistici. La domanda che ci poniamo è se sia possibile ripartire da queste due valori per re-interpretare i progetti dei grandi complessi residenziali pubblici e renderli “abitabili” mantenendone le loro particolari vocazioni. How can we deal with requalification process in parts of the city which are no longer based on the “relation among residential-area and primary elements” and where the house has become the rappresentative memory of programs and ideals of the State? Concentrating on the 60' and 70' period in Italy it is clear a joined intent of the administration and the architects to create a neat and iconographic image of the protective and directive role of the State towards its citizen, through the designing of large, unitary social housing, often off the normal urban scale and isolated by the rest of the city. This season, highlighted by compositive experience in sharp contrapposition with the “ordinary” vision of the city, reach its maximal expression in “great sign design” that tends to an equivalence between architectural typology and urban morphology. The first merit that have to be acknowlegde to those project is to have been a representative of collective vocations through a high valued iconographical design. A second valor to be confered to this period is its vocation on being a laboratory for both architectural and urban experimentation. Question we are facing is, then, if it is possibile to start over on those two intrinsic values, seep through the lens of the european directives for sustainable renewal of the cities, for a reinterpretation of the large housing estates in order to give them back to their peculiar potential and to make the the center of regenerations of the city itself.
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7

Blečić, Ivan, Arnaldo Cecchini, Maurizio Minchilli, and Valentina Talu. "Progettare la cittá di prossimitá per promuovere le "capacitá urbane" degli abitanti svantaggiati." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.8001.

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Abstract:
La promozione della qualità della vita urbana passa necessariamente attraverso la costruzione di una città inclusiva, una città effettivamente "usabile" da tutti i suoi abitanti. Anche e soprattutto da chi, a causa di una qualche condizione (permanente o temporanea), si discosta dall'immagine dell'abitante-tipo adulto, maschio, sano, istruito, ricco e automunito e non é quindi "capace" (o non lo è pienamente) di accedere ai luoghi, ai servizi, alle opportunità e alle informazioni della città che sono progettate, organizzate e governate precisamente in funzione delle esigenze e dei desideri di questo abitante-tipo. Rilevanti sono in tal senso i progetti e le politiche che si concentrano soprattutto sulle periferie con l'intento di promuovere la qualità della vita urbana quotidiana degli abitanti . Accanto ai grandi (e costosi) interventi di riqualificazione, particolarmente utili sono le trasformazioni a scala di quartiere, le "micro" trasformazioni, perché sono in grado di migliorare concretamente l'usabilità di quella che può essere definita "città quotidiana e di prossimità", la città, cioè, che gli abitanti conoscono, "usano" (o "userebbero" se fosse effettivamente accessibile e usabile) e di cui possono prendersi cura. L'articolo cerca di mostrare perché è efficace e pertinente un approccio legato ad una dimensione "micro" degli interventi, anche attraverso il racconto di alcune esperienze sul campo condotte da Tamalacà, un gruppo di ricerca e azione del Dipartimento di Architettura Design e Urbanistica (DADU) dell'Università di Sassari. Upgrading the quality of urban life necessarily goes hand in hand with building up an inclusive city, a city actually “usable” by all its inhabitants. The kind of project that is important from this point of view will focus on the most marginal areas of the city. Alongside the large, costly urban redevelopment interventions, transformations on a neighbourhood scale and "micro" dimension are particularly useful. This article attempts to show why an approach involving intervention linked with a “micro” dimension is effective and pertinent, and also describes a significant experiment carried out by the action research group TaMaLaCà of the Department of Architecture Design and Planning - Architecture at Alghero (University of Sassari) in the town of Sassari.
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Maccarrone, Maria. "Una città nomade e multidimensionale: il caso della reale Aci." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7973.

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Abstract:
Viviamo strani giorni, tempi di rapide accelerazioni, cambiamenti sociali e trasformazioni ambientali stressanti, che richiedono soluzioni contenitive e culturali improcrastinabili. Poniamo il caso di Acireale, città insulare di circa 50.000 abitanti, posta lungo la costa orientale sicula, stretta fra l’azzurra ionia marina, il nero del Vulcano Etna e il sempreverde degli agrumi. Il paesaggio dell’Aci trattiene geomorfologie e memorie antiche. Ricomporne le alterne vicende significa riflettere sulle “reali” specificità di una città siciliana per la quale è esistita un’articolata continuità storica di frequentazione in una porzione ampia di suolo vulcanico denominato Timpa. Nel corso dei secoli, le comunità hanno identificato in questo unico complesso lavico un salubre avamposto su cui migrare, tendenzialmente da Sud a Nord, fino a stanziarsi sul pianoro su cui sorge la città di Acireale. In età recente, la maggior crescita edilizia ha consumato pregevoli parti di terreno agricolo, inducendo uno sprawl urbano verso l’entroterra ed esponendo la Timpa a grandi rischi generati dalla progressiva assenza di organici interventi d’assetto territoriale. Questo contesto storico e paesaggistico aspetta d’essere attraversato, curato e valorizzato per ricomporre di quei valori percettivi che giacciono latenti nella memoria collettiva. La riqualificazione della Timpa può essere il tema per l’infrastrutturazione geografica con cui ri-connettere le inevitabili istanze di trasformazione urbana all’improrogabile sviluppo sostenibile del territorio acese. We live in strange days, periods of rapid acceleration, with stressful social changes and environmental changes, which require cultural solutions. Take the case of Acireale, city of about 50.000 inhabitants, located along the eastern coast of Sicily, between the Ionio sea, Mount Etna and evergreen citrus. The landscape of Aci holds geomorfologie and ancient memories. Over the centuries, communities have identified in this unique building of lava a place healthy where migrate, from South to North. In recent years, the growth of buildings has consumed valuable pieces of agricultural land, causing urban sprawl inland and exposing the Timpa large risks generated by the progressive absence of organic interventions of regional planning. This historical context and landscape is waiting to be crossed, edited and enhanced. The project of the Timpa may be the theme for re-connect the inevitable instances of urban transformation at the sustainable development of the territory.
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Fava, Federica. "Il progetto intermedio come luogo dell’empowerment: esempi di nuove pratiche nelle città europee." In International Conference Virtual City and Territory. Roma: Centre de Política de Sòl i Valoracions, 2014. http://dx.doi.org/10.5821/ctv.7904.

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Abstract:
‘Città in attesa’ sono il risultato fisico e concettuale dei profondi cambiamenti che coinvolgono la nostra società. Nel secolo dell’urbanità, lo spopolamento di molte città occidentali la mancanza delle risorse necessarie al completamento di grandi piani urbani producono un numero crescente di spazi vacanti. Rimandando la sua trasformazione ad un futuro indefinito, la città viene quindi ridotta a un paesaggio amorfo, riflesso dell’altrettanto disagio sociale che investe un’ampia fascia della cittadinanza media. In questo scenario di incertezza il progetto temporaneo diviene strumento efficace ad abilitare lo spazio urbano al suo uso evitandone un ulteriore degrado. Attraverso pratiche intermedie le ‘pause temporali’ in cui è costretta la città possono essere trasformate in momenti di sperimentazione diventando inoltre opportunità di riflessione sui mezzi e sulle modalità del progetto stesso. Questo lavoro propone dunque una riflessione sul concetto di tempo basata sull’idea di durata reale introdotta da Bergson. ‘Attivando’ sequenze temporali solitamente inutilizzate, il progetto intermedio diventa mezzo dinamico di riqualificazione urbana basato sull’’empowerment delle comunità locali. Obiettivo di questo scritto è infine sintetizzare le caratteristiche che rendono il progetto intermedio capace di innescare una trasformazione della città basata su un modo nuovo di partecipare, orientato al rafforzamento delle capacità resilienti degli abitanti coinvolti. A questo scopo vengono raccolti e classificati in quattro categorie dimensionali diversi progetti realizzati in ambito europeo dimostrandone l’adattabilità a tutti i livelli della pianificazione. The physical and conceptual result of the great changes which affect our society is a city in ‘stand-by’. Even if the XXI century is considered to be an ‘urban century’, many Western cities are shrinking and lack the resources which are necessary to complete planned masterplans. By postponing the transformation of the city to an indefinite future, the number of vacant spaces is increasing. This situation reduces the city into an amorphous landscape that also reflects the social problems concerning a wide number of citizens. In this uncertain scenario, the temporary project becomes an effective tool to open the urban space toward its use as well as to avoid a further degradation of the landscape. Through interim practices the 'forced breaks', to which the city is constrained, can be transformed into moments of experimentation, becoming an opportunity to reflect on the means and methods of the project itself. This work proposes a reflection on the concept of time based on the idea of real duration introduced by Bergson. 'Activating' usually unused sequences of time, the interim project works as a dynamic means of urban regeneration based on the empowerment of local communities. Finally, the aim of this paper is to summarize the features that make the intermediate project able to trigger a transformation of the city based on a new way to participate, attempting to strengthen the resilient capacity of the people involved. For this purpose several European projects are collected and classified into four dimensional categories, showing the adaptability of the temporary project at all scales and levels of planning.
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