Journal articles on the topic 'Letteratura russa XIX secolo'

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1

Bernard, Margherita. "Elena Liverani, Un personaggio tra storia e letteratura. Don Carlos nel teatro spagnolo del XIX secolo, Firenze, La Nuova Italia, 1994, 266 pp." SIGLO DIECINUEVE (Literatura hispánica), no. 2 (May 7, 1996): 240–44. http://dx.doi.org/10.37677/sigloxix.vi2.390.

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2

Segel, Harold B., and Nicoletta Marcialis. "Caronte e Caterina: Dialoghi dei morti nella letteratura russa del XVIII secolo." Russian Review 50, no. 1 (January 1991): 84. http://dx.doi.org/10.2307/130215.

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3

Chávez, Fernando Ibarra. "Riflessioni sulla traduzione nell'ottocento messicano." Revista de Italianística, no. 34 (November 7, 2017): 103. http://dx.doi.org/10.11606/issn.2238-8281.v0i34p103-111.

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Abstract:
Per tutto il secolo XIX, la traduzione di letteratura italiana nel Messico fu un’attività praticata soprattutto dai poeti. Come mestiere artistico e professionale, alcuni membri dell’élite intellettuale del paese videro la traduzione come un problema letterario e il traduttore fu valutato come un professionista specializzato. Le prime riflessioni sul tema le troviamo nella rivista Miscelánea di José María Heredia e, col passare del tempo, vedremo che i ragionamenti intorno alla traduzione cambiarono, al punto che alla fine del secolo Francisco Sosa pubblicò un commento analitico a proposito di tre traduzioni (spagnole e messicane) della Gerusalemme Liberata del Tasso.
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4

Janowska, Karolina, and Mariusz Hybiak. "Il concetto di mimesi e la sua interpretazione nella letteratura." Forum Filologiczne Ateneum, no. 1(9)2021 (December 15, 2021): 251–74. http://dx.doi.org/10.36575/2353-2912/1(9)2021.251.

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Abstract:
La mimesi come termine teorico e letterario si è formata già nell'antichità. Tentativi di definirlo sono già stati fatti da Platone nei suoi dialoghi, mentre fu solo Aristotele nella sua congeniale Poetica a formulare questo argomento in modo tale da diventare la base di discussioni e indagini scientifiche, molte delle quali continuano ancora oggi. La creatività mimetica ha dominato l'arte per centinaia di anni, raggiungendo l'apice della popolarità a cavallo tra il XIX e il XX secolo (sebbene siano emerse e funzionassero tendenze precedenti che quasi programmaticamente deviassero da questo percorso creativo; un esempio può essere l'arte dell'era romantica con tutti suoi aspetti mistici). Nel XX secolo, l'arte ha iniziato a cambiare in modo molto dinamico, seguendo lo sviluppo industriale e tecnologico incredibilmente rapido in Europa e nel mondo. Questo, a sua volta, ha portato allo sviluppo dinamico di nuove tendenze, nuovi modi di pensare l'arte.
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Steinsiek, Angela. "Das epistolarische Werk von Ferdinand Gregorovius. Eine Bestandsaufnahme." Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken 97, no. 1 (December 20, 2017): 290–315. http://dx.doi.org/10.1515/qfiab-2017-0014.

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Abstract:
Riassunto Quello di Ferdinand Gregorovius e uno dei piu importanti carteggi del XIX secolo. Nonostante gli sforzi dell’autore di sottrarre questa parte delle sue carte al pubblico, si sono conservate diverse migliaia di lettere che, accanto alla sua opera complessiva, rivestono un valore straordinario anche dal punto di vista letterario. Indispensabili sono le lettere per ricostruire la genesi dei suoi lavori, per comprenderne la qualita nella dialettica tra letteratura e scienza, per identificare i suoi scritti anonimi. Le sue corrispondenze con studiosi, nobili, politici, scrittori, artisti ed editori rappresentano nell’insieme un documento unico della storia politica e sociale, culturale e delle scienze nel XIX secolo e permettono di farsi un’idea concreta sulle vaste reti di contatto transnazionali non solo epistolari, ma anche personali, e sulle condizioni di lavoro di uno storico che svolgeva le sue attivita liberamente e in modo indipendente. Le sue corrispondenze, coprendo diversi decenni, mettono infine in luce i rapidi sviluppi che nella loro interazione contrassegnarono la storia italiana e tedesca dell’epoca.
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Steinsiek, Angela. "Das epistolarische Werk von Ferdinand Gregorovius. Eine Bestandsaufnahme." Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken 97, no. 1 (March 5, 2018): 290–315. http://dx.doi.org/10.1515/qufiab-2017-0014.

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Abstract:
Riassunto Quello di Ferdinand Gregorovius è uno dei più importanti carteggi del XIX secolo. Nonostante gli sforzi dell’autore di sottrarre questa parte delle sue carte al pubblico, si sono conservate diverse migliaia di lettere che, accanto alla sua opera complessiva, rivestono un valore straordinario anche dal punto di vista letterario. Indispensabili sono le lettere per ricostruire la genesi dei suoi lavori, per comprenderne la qualità nella dialettica tra letteratura e scienza, per identificare i suoi scritti anonimi. Le sue corrispondenze con studiosi, nobili, politici, scrittori, artisti ed editori rappresentano nell’insieme un documento unico della storia politica e sociale, culturale e delle scienze nel XIX secolo e permettono di farsi un’idea concreta sulle vaste reti di contatto transnazionali non solo epistolari, ma anche personali, e sulle condizioni di lavoro di uno storico che svolgeva le sue attività liberamente e in modo indipendente. Le sue corrispondenze, coprendo diversi decenni, mettono infine in luce i rapidi sviluppi che nella loro interazione contrassegnarono la storia italiana e tedesca dell’epoca.
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Eccher, Christian Gianfrancov. "DECOLONIZZARE LA MENTE DEGLI ITALIANI." Годишњак Филозофског факултета у Новом Саду 46, no. 1 (July 19, 2021): 139–48. http://dx.doi.org/10.19090/gff.2021.1.139-148.

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Abstract:
In questo lavoro, ci occuperemo dell’estremo provincialismo che ha caratterizzato e caratterizza gli studi di italianistica. L’Italia, infatti, è un paese che ha perso il passo con la modernità già nel XV secolo, quando il resto d’Europa si apriva al fenomeno della „mondializzazione“. Dimostreremo come, da allora, l’Italia si sia rifugiata nel mito della Classicità e del Rinascimento, da cui non è riuscita a uscire neanche dopo che il paese si è unito in un’unica entità statuale. La grande emigrazione della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo ha contribuito a sprovincializzare molti italiani, ma non l’arte, la letteratura e la critica letteraria. Questa, poi, ha fatto di tutto per rimuovere il periodo e le atrocità coloniali italiane in Africa. Nel secondo Dopoguerra, mentre in tutta Europa cominciava a prendere piede la critica al colonialismo, la borghesia italiana (che deteneva il potere economico, politico e culturale) preferiva ignorare il proprio scadaloso operato nel corno d’Africa, in Grecia e in Albania. Allo stesso tempo, ignorava la viva letteratura di frontiera, quella istriana. Proprio per questo motivo, nella seconda parte di questo lavoro ci occuperemo del romanzo dell’istriano di adozione Eros Sequi, “Le case di Pothia” uno spaccato sulla realtà del colonialismo italiano nel Dodecaneso e sulla società istriana e jugoslava degli anni Cinquanta del secolo scorso.
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Merello, Ida. "Bruna Donatelli, Paradigmi della modernità, Letteratura, arte e scienza nella Francia del xix secolo." Studi Francesi, no. 172 (LVIII | I) (April 1, 2014): 178. http://dx.doi.org/10.4000/studifrancesi.2252.

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Comberiati, Daniele, and Alessandra Giro. "Straniamenti e spaesamenti a confronto nella letteratura italiana ed europea del XVIII e XIX secolo." Incontri. Rivista europea di studi italiani 36, no. 1 (September 9, 2021): 7–17. http://dx.doi.org/10.18352/inc11003.

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Rao, Aparna, and Michael J. Casimir. "Statica e dinamica degli stereotipi La voce "Zigeuner" nella letteratura enciclopedica tedesca del XIX e del XX secolo." La Ricerca Folklorica, no. 22 (October 1990): 37. http://dx.doi.org/10.2307/1479197.

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Caputo, Vincenzo. "“Godo d’essere italiano” : Saverio Almatura tra letteratura e arti figurative del Risorgimento." Quaderni d'italianistica 33, no. 2 (February 9, 2013): 77–93. http://dx.doi.org/10.33137/q.i..v33i2.19418.

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Abstract:
L’intervento si pone l’obiettivo di analizzare lo scritto autobiografico del pittore Saverio Altamura (1896). Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento numerosi artisti, napoletani di nascita o d’adozione (Altamura era nato a Foggia, ma si era formato nella città partenopea), elaborano una serie di testi autobiografici, i quali risultano importanti per poter ricostruire le vicende culturali italiane all’altezza del XIX secolo (tra questi artisti ricordiamo, tra gli altri, Bernardo Celentano, Gioacchino Toma, Michele Cammarano, Domenico Morelli, Edoardo Dalbono). Nell’opera di Altamura, in particolar modo, gli interessi artistici si sovrappongono a quelli politici in un miscuglio nel quale grande importanza è affidata anche al tema amoroso. Trasporre sul piano letterario vicende avvenute decenni prima rispetto al tempo della scrittura significa, però, anche ripensare in maniera critica a quelle vicende. Nell’ultimo capitolo dell’autobiografia Altamura torna con la mente alla rivolta napoletana del 15 maggio 1848, alla quale egli aveva partecipato. Un dubbio lacera la coscienza dell’anziano artista. È il dubbio di aver generato la morte di due contadini che cercavano di abbattere la barricata di Largo Carità. Una macchia cruenta, così, finisce per imbrattare la tela del racconto risorgimentale disegnata con la penna dal pittore meridionale.
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Baumann, Christiane. "„La perduta gente“." Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken 99, no. 1 (November 1, 2019): 340–66. http://dx.doi.org/10.1515/qufiab-2019-0015.

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Abstract:
Riassunto Alla letteratura tedesca sull’Italia, sviluppatasi nel corso dell’Ottocento, si guarda ancora oggi come se fosse mera emulatrice di quella dei tempi di Goethe. In realtà, essa subì un radicale cambiamento di paradigma, passando da una visione immaginaria dell’Italia, basata sull’idealità classica, alla considerazione del paese reale. Contemporaneamente sorsero nuovi modelli. Ciò si osserva in autori come Fanny Lewald o Heinrich Laube, ma si nota anche in Richard Voß, scrittore di grande successo a cavallo dei due secoli. La sua percezione ampia e variegata dell’Italia è quasi dimenticata, oggi, e costituisce una lacuna della ricerca. La sua immagine dell’Italia fu influenzata significativamente da Lord Byron e dallo storico, scrittore e saggista Ferdinand Gregorovius, in particolare dalle sue „Passeggiate per l’Italia“. Il saggio descrive come l’approccio naturalistico di Voß all’Italia sia sorta verso la metà del 1870, proprio a partire dalla lettura critica del presente italiano, proposta da Gregorovius, e dai suoi tentativi di combinare scienze storiche e poesia. Questa prospettiva naturalistica emerge in schizzi novellistici e saggistici, in modo particolare nel volume „Erlebtes und Geschautes“ (Cose vissute e osservate), pubblicato nel 1888. Questi schizzi furono il contributo sincero e originale di Voß alla letteratura tedesca sull’Italia del XIX secolo, aspetto finora trascurato dalla ricerca.
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Artico, Davide. "Raccontare la Nazione: la letteratura sull’unificazione politica dell’Italia nel XIX secolo / Narrating the Nation: Literature on the Political Unification of Italy in the 19th Century." Italica Wratislaviensia 1, no. 3 (April 26, 2012): 9. http://dx.doi.org/10.15804/iw.2012.03.01.

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Page, Tanya. "Nicoletta Marcialis. Caronte e Caterina: Dialoghi dei morti nella letteratura russa dei XVIII secolo. (Pubblicazioni dei dipartimento di Lingue e Letterature Comparate delia II universita degli studi di Roma.) Roma: Bulzoni editore, 1989. 307 pp. L. 28.000 (paper)." Canadian-American Slavic Studies 27, no. 1-4 (1993): 364–66. http://dx.doi.org/10.1163/221023993x00388.

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Biernacka-Licznar, Katarzyna. "Miei piccoli lettori…Letteratura e scienza nel libro per ragazzi tra XIX e XX secolo [My little readers…literature and science in books for children in the 19th and 20th centuries]. Ed. Elisa Marazzi." International Research in Children's Literature 11, no. 1 (July 2018): 95–97. http://dx.doi.org/10.3366/ircl.2018.0258.

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Bovo, Elena. "Antonio Casamento, Folle ostili nella letteratura italiana del XIX secolo: tra criminalità, sommossa e individuo." Laboratoire italien, January 20, 2021. http://dx.doi.org/10.4000/laboratoireitalien.5931.

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Cancian, Alessandro. "L’ESEGESI CORANICA, IL SUFISMO SCIITA E LA METAFISICA DI IBN ʿARABĪ: CONSIDERAZIONI SULLA STORIA INTELLETTUALE DEL SUFISMO SCIITA NEL XIX SECOLO." El Azufre Rojo, no. 9 (December 10, 2021). http://dx.doi.org/10.6018/azufre.504301.

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Abstract:
Riassunto: Ibn ʿArabī ebbe una influenza profonda e duratura sulla tarda filosfia del mondo dell’Islam, in particolare nelle sue regioni orientali. La sua influenza fu talmente pervasiva che temi, vocabolario e concetti di origine ‘akbariana’ divennero comuni e prevalenti nella letteratura religiosa per moderna e moderna. Questo articolo tocca alcune di queste idee e concetti, in particolare l’approccio di Ibn ʿArabī alla nozione di ‘unità’ così come rialaborato nel lavoro di un importante, ancorché poco studiato sino ad oggi, maestro sufi sciita, Sulṭān ʿAlī Shāh Gunābādī (m. 1909). Questo studio del lavoro di Sulṭān ʿAlī Shāh dimostra come il maestro iraniano negozi la sua lealtà ideale nei confronti dello Shaykh al-Akbar, mantenendo al contampo una cristallina consapevolezza della delicatezza dei temi trattati prendendo le necessarie distanze dalla lettera della teoria, ove ciò fosse necessario, eppure nello stesso tempo corroborando la propria adesione intellettuale e spirituale al cuore della metafisica del maestro andaluso. Abstract: Ibn ʿArabī had a profound influence on later Islamic philosophy and mysticism, in particular in the Muslim East. His influence was pervasive to the point that Akbarian themes, vocabulary and main ideas are common currency in early modern and modern Iranian religious literature. This article covers the issue of some of these themes and ideas, namely Ibn ʿArabī’s understanding of ‘unity’ (waḥda), as exposed in the work of a prominent, albeit understudied, Shiʿi Sufi Master, Sulṭān ʿAlī Shāh Gunābādī (d. 1909). This survey of Sulṭān ʿAlī Shāh’s work shows how the Iranian master negotiates his allegiance to the Shaykh al-Akbar while maintaining a sharp awareness of the sensitivity of his main ideas, distancing himself from the letter of the theory when needed, while at the same time reinforcing his theoretical adherence to the core of the Andalusian master’s metaphysics.
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"Diseguaglianze economiche, squilibri ambientali e flussi migratori." Nomadas. Critical Journal of Social and Juridicals Sciences, 2018, 423–39. http://dx.doi.org/10.33676/emui_nomads.54.17.

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Abstract:
Abstract.-L’obiettivo di questo paper è quello di rilevare l’inadeguatezza dell’economics rispetto alla spiegazione della relazione esistente tra i problemi relativi allo sviluppo, agli squilibri ambientali e ai flussi migratori. Mentre questi tre ordini di problemi, presi singolarmente, sono spesso al centro di discussioni pubbliche e politiche, sul piano analitico manca ancora un soddisfacente approccio in grado di spiegarne connessioni causali e implicazioni sociali. Ciò appare sorprendente, specie se si considera che già gli Illuministi avevano avviato una ricca riflessione su questi temi. Si cercherà di dimostrare che l’impoverimento analitico è sopraggiunto nel XIX secolo, con l’adozione della categoria dell’homo oeconomicus e che tale impoverimento, ad oggi, impedisce di spiegare fenomeni come le “migrazioni ambientali” non ancora pienamente e univocamente riconosciute in letteratura. Parole chiave: sviluppo, giustizia sociale, cambiamenti climatici, migrazioni, Illuminismo. Economic inequalities,environmental imbalances and migration flows Abstract -The aim of this paper is to point out how inappropriate economics is for explaining the relationship between development problems, environmental imbalances and migration flows. While these problems, taken individually, are often the focus of public and political discussions, there is still no satisfactory analytical approach able to deal with their causal connections and social implications. This seems surprising, especially if one considers that the Enlightenment thinkers were already engaged in a rich reflection on these issues. In this paper we will try to demonstrate that a kind of analytical impoverishment occurred in the nineteenth century, with the adoption of the homo oeconomicus category and that such an impoverishment, nowadays, prevents us from explaining phenomena such as “environmental migrations”, which are not yet fully and unambiguously recognized in economic literature. Keywords: development, social justice, climate change,migrations, Enlightenment
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Troiano, Gianmarco. "Guerra batteriologica e bioterrorismo: ancora una sfida per la sanità pubblica." Working Paper of Public Health 5, no. 1 (June 15, 2016). http://dx.doi.org/10.4081/wpph.2016.6690.

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Abstract:
Introduzione: Secondo i CDC americani il bioterrorismo viene definito come “rilascio di virus, batteri e altri agenti allo scopo di causare malattie o morte nella popolazione, ma anche animali e piante”. Fin dall’antichità si riconobbe il potenziale degli agenti biologici come arma, ma solo con le scoperte di Kock e Pasteur del XIX secolo si poté parlare più propriamente di “guerra batteriologica”. Lo scopo del presente lavoro è stato quello di studiare e confrontare tutte le più moderne evidenze scientifiche in materia di bioterrorismo, per valutare lo stato dell’arte in materia e fornire uno strumento utile per la prevenzione e gestione di una possibile minaccia biologica. Metodologia: Lo studio è stato condotto ricercando la letteratura scientifica attraverso la banca dati PUBMED. Si è basata sull’utilizzo di differenti stringhe di ricerca utilizzando keywords che potessero ben centrare l’argomento di interesse. A ciò è stata aggiunta anche la consultazione dei database dei Centers For Disease Control and Prevention che si focalizzassero sull’argomento. Risultati: Il caso delle “lettere all’antrace” ha dimostrato come il bioterrorismo rimane ancora un pericolo per tutta la comunità, e deve essere preso seriamente in considerazione a livello individuale e politico. Il requisito fondamentale per un attacco biologico è innanzitutto la disponibilità dell’agente patogeno o di tossine, in quantità sufficiente a colpire l’organismo umano e causare malattia. I terroristi tuttavia non necessitano, per i loro scopi, di agenti di distruzione di massa e ciò apre loro un più ampio schieramento di possibilità, preferendo agenti prontamente disponibili, prima fra tutte la tossina del ricino. Necessaria è pertanto una preparazione adeguata per microbiologi clinici e personale sanitario volta a identificare e trattare tempestivamente gli agenti biologici implicati, e il mantenimento di scorte di emergenza di farmaci. Conclusioni: Sebbene il bioterrorismo rappresenti una forma marginale, se confrontato con forme tradizionali di terrorismo con armi ed esplosivi, è fondamentale che la Sanità Pubblica risponda in modo adeguato a questa potenziale minaccia: un pronto riconoscimento dell’evento è il passo fondamentale per assicurare il contenimento dell’infezione del numero delle vittime.
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